Facilmente

Non importa quanto peso avete da perdere, l’importante è sapere che non può essere così difficile.

Guardatevi intorno, fate una passeggiata, provate a contare fra i primi 10 passanti che incontrate quanti di loro sono in sovrappeso, quanti invece sono obesi.

Fate la stessa cosa col gruppo di amici o colleghi. Saranno quasi sempre i normopeso a prevalere.

Se ci riescono in tanti, dovrebbe essere, se non facile, almeno fattibile.

Quindi scegliete fra gli dei della dieta chi può aiutarvi di più.

Se dimenticate spesso di essere a dieta, invocate la Dea Rimedia, che vi aiuterà con la memoria a volevi più bene.

Con fede rivolgetevi al Dio Desiderio ed esprimete questo pensiero, magari a voce alta:
“Quando riuscirò a dimagrire 5 chili, mi regalerò un ……………..” (un accessorio, un profumo, un capo d’abbigliamento, uno sfizio qualsiasi…)

E di seguito potrete invocare anche il Dio Premio, che è uno specialista delle ricompense e un grande motivatore.

Un Dio così fortunato non può che svolgere la sua funzione nell’assistenza e vicinanza agli esseri mortali, che aiuta a progredire invogliandoli con dovizia di premi, per renderli felici e appagati, chiedendo in cambio solo un pizzico di impegno.

Ciò che verrà chiesto al Dio Premio sarà donato moltiplicato.

Magari avrete anche bisogno della Dea Tisana, che saprà indirizzarvi agli elementi acquosi e leggeri, che allontanando la fame idratano e confortano.

La Dea Previsione potrà aprirvi gli occhi mostrandovi come vorreste diventare.

Per invocare il Dio Raccoglimento, quando ci prende un attacco di fame improvvisa, non ci sono preghiere lunghe o complicate, ma un solo semplicissimo, quanto indispensabile, mantra:

Mi aiuta
o non mi aiuta?

Da chiedersi quando si subisce un black out che scatena una voglia incontrollata di cibo, rovinando il percorso fatto finora.

Invece la preghiera per il Dio Esercizio è questa:

Dio dell’esercizio, fammi provare a…
– correre insieme a te ridendo;
– ballare il rock and roll;
– fare le scale a piedi per arrivare in ufficio…

La Dea Lista è quella che può davvero fare la differenza, dotata di incredibile arguzia vi aiuterà ad esprimere i vostri desideri attraverso la potente arma delle liste.

E le liste potrebbero avere una marcia in più se le trasformiamo in classifiche.

Qualche spunto (limitiamoci a 7 piatti):

Classifica dei primi piatti:
1. bombolotti alla carbonara
2. spaghetti con le vongole
3. Fettuccine ai funghi
4. risotto alla pescatora
5. polenta condita
6. pasta e fagioli
7. minestra di riso e zucchine
Vi sembrano piatti troppo golosi? Sì, è verissimo! Ma basterà mangiarne mezza porzione, preceduta da una insalata verde o mista, condita con olio evo, sale e aceto (se piace).

Su questa onda costruiremo presto altre classifiche, ma intanto portiamo a casa il risultato: abbiamo imparato che un cibo irresistibile, purché se ne mangi una porzione ridotta, è del tutto lecito anche per chi sta a dieta, alza il livello del buonumore e rende più facile resistere alle tentazioni.

Il rimedio memorabile.

Rimedia, la dea della memoria utile, nelle vesti di Polimnia, la musa della memoria.

La Dea Rimedia nacque di notte, nella foresta che si trova alle pendici del vulcano Supervio, quando la Madre Acqua raccolse una pigna e volle inebriarsi del forte profumo di resina.

Subito alcune gocce si trasformarono in perle ambrate e le adornarono il polso in foggia di braccialetto, ma una di quelle perle brillava particolarmente emanando una luce particolare che colpì la madre Acqua.

Al contatto con la genitrice, la Dea Rimedia prese a crescere velocemente ed esplose in tutta la sua bellezza, irraggiando l’ambiente col profumo della resina di pino.

La resina, da quel giorno, ebbe il potere di conservare nel tempo le cose e gli eventi, per restituirne la memoria alle genti, mentre la dolce Rimedia passa il tempo a rammentare i buoni propositi nel momento giusto.

Perché sapete tutti quel che dovete fare: cosa mangiare, quanto, come, in quanto tempo, ma al momento in cui serve ve ne dimenticate completamente, entrando in una sorta di trance appena sentite l’odore del cibo.

Invocate la Dea Rimedia, prima dei pasti, ripassate con lei i vostri buoni propositi o confessate di averli cmpletamente dimenticati, la forza della Dea saprà salvarvi e redimervi.

Parlatele in questi termini:

O Dea Rimedia
aiuta la mia memoria
ad arrivare al momento giusto

Per ulteriore rinforzo, indossate gioielli d’ambra o vestiti in colore ambra, così da ricordare la forza buona del profumo di resina.

Elogio della lentezza

Sì lo so, che per dimagrire serve un po’ di movimento, ma se pesate troppo dovreste considerare l’idea di rallentare nel mangiare, fin quasi alla noia.

Trasformatevi in un bradipo, ma solo quando mangiate.
Giocate: aprite pian piano la bocca, portate il cibo alla bocca con lentezza infinita, fatelo con la mano che meno usate, posate la posata, masticate ogni boccone 24 volte, bevete a piccoli sorsi.

Ne sarà felice il vostro apparato digerente. Non vi ricordate di averlo studiato alle elementari? La digestione comincia in bocca, più masticate, più è facile digerire e come effetto collaterale vi sazierete prima del solito e vi alzerete da tavola più leggeri.

La lentezza nel mangiare è fondamentale nel rieducare le persone che ormai hanno perso il senso della sazietà e che, quindi, si riempiono velocemente, rendendosi conto solo alla fine di essere troppo pieni.

Per compensare, però: muovetevi più velocemente a piedi. Se uscite per fare la spesa affrettate il passo, saltellate, scegliete i percorsi in salita, fate le scale a piedi, cogliete ogni occasione per muovervi.
Create delle piccole sfide, con voi stessi o con amici e familiari, comprate un contapassi oppure usate un’app sullo smartphone, divertitevi e provate a vedere: chi più cammina vince e chi perde paga pegno!

Chi, col cuore e col sangue, medita sogni impossibili: vince.

La frase è una sentenza tratta dal millenario libro de I Ching, ma si adatta benissimo a Garibaldi, l’eroe dei due mondi.
Se non avesse ritenuto possibile ciò che sembrava impossibile, non si sarebbe mai sentito parlare di lui, mentre oggi non c’è città che non gli dedichi una piazza o una via.

Tutti possono diventare il proprio eroe o la propria eroina, qualsiasi sia la lotta da affrontare. I Garibaldini convinti, meditando l’impossibile, possono arrivare a vincere le proprie battaglie, compresa quella contro il peso in eccesso.

Ripensando all’eroe dei due mondi, non si può dire che mancasse di motivazione. E la motivazione infatti è la leva più forte che porta al raggiungimento dei propri obiettivi.

Il nostro campione fra gli dei è il Dio Desiderio.
Tutti quelli che seguono gli Dei della Dieta hanno come obiettivo la perdita di peso, ma desiderano solo quello? Io non credo. Per esempio io non vedo l’ora di comprare una nuova fotocamera digitale, che la piccolina che ho ora mi va un po’ stretta. Voi cosa desiderate?
Nulla di alimentare, mi raccomando, ma… una bella borsa?
Un viaggio, un divano nuovo, un corso di ceramica o di inglese?
Allora quanto è forte questo desiderio?
Quanta voglia ho di comprarmi una bella reflex? Quanto la sogno?
Perciò ho deciso. Ci abbino l’obiettivo della perdita di peso.
Con fede mi rivolgo al Dio Desiderio ed esprimo questo pensiero, magari a voce alta:
“Se riesco a dimagrire 5 chili, mi regalo la nuova reflex” Anzi: rilancio! Ad ogni chilo perso mi regalo un accessorio, un profumo, un capo d’abbigliamento, uno sfizio qualsiasi…

La molla del desiderio produrrà i suoi effetti!

E di seguito potrete invocare anche il Dio Premio, che è uno specialista delle ricompense e un grande motivatore.

Per rendere frizzante l’impresa, per esempio, il Dio Premio può ispirare un rilancio.

Tipo:
– perdere il primo chilo in meno di una settimana = concedersi una visita guidata in un museo o uno spettacolo in teatro nel prossimo week end;
– perdere 2 chili in due settimane = un capo di abbigliamento nuovo nuovo, oppure un corso per imparare il tango o qualsiasi altro ballo…
– perdere 5 chili in due mesi = premio più importante.

Insomma si tratta di assaporare i piaceri della vita, senza farli passare per lo stomaco. Pian piano il piacere della tavola sarà sostituito da piaceri diversi, tutti da sperimentare.

Il Dio Raccoglimento

Raccoglimento è il Dio che invita ai pensieri positivi. Più volte al giorno, grazie al raccoglimento, potremo fare la differenza fra il sopravvivere alla cieca e avere una rotta.

Nacque sulla luna, ma si sentì subito solidale con la terra di Luanda, che osservava da lontano attratto dal pennacchio del vulcano Supervio.

La Madre Terra si accorse subito della sensibilità del giovane dio lunare e instaurò in fretta un collegamento mentale per avvicinare il dio Raccoglimento ai Luandiani.

Nella prima notte di luna piena, la Madre Acqua salì sulla sua canoa e raggiunse il riflesso della luna al centro del lago Comaranto, le bastò concentrarsi e tendere la mano al dio lunare per accoglierlo sull’imbarcazione.

Grazie al dio Raccoglimento il lago restò calmo per tutta la traversata, la Madre Acqua, grata, lo portò sul Supervio, dove il giovane conobbe il padre Fuoco e lo aiutò a contenere le eruzioni di lava, semplicemente col pensiero.

Da allora il dio viene in aiuto ai luandiani per placare gli eccessi e le intemperanze dei loro caratteri e condurli sulla giusta rotta della salute e del benessere.

Gli influssi del Dio Raccoglimento rendono le persone sensibili al cambiamento. E’ il Dio dell’illuminazione e regola il dialogo interno.
Quando capita di rivolgersi al proprio sé interiore per esprimere rabbia o malcontento, è il momento di invocare il dio lunare, citando uno dei suoi pensieri positivi.

Per invocare il Dio Raccoglimento, quando ci prende un attacco di fame improvvisa, non ci sono preghiere lunghe o complicate, ma un solo semplicissimo, quanto indispensabile, mantra:

Mi aiuta
o non mi aiuta?

Da chiedersi quando si subisce un black out che scatena una voglia incontrollata di cibo, rovinando il percorso fatto finora.

Il simbolo del Dio Raccoglimento è la luna. I suoi devoti aggiungono ciondoli raffiguranti il nostro satellite al cellulare, al portachiavi, al braccialetto… oppure ne conservano l’immagine nel portafogli.

Un lunedì da Dei.

Ogni giorno della settimana è sotto la protezione degli Dei della Dieta, del Dio Padre Fuoco e della Dea Madre Acqua.

Il lunedì è il giorno delle regole, dedicato alle due dee Lista e Previsione. Per iniziare al meglio è importante organizzarsi. Ma in questa giornata si stabiliranno soltanto
le nostre regole.

La parola del Lunedì è SCELTA.

Grazie alle liste ben preparate rivolgendoci alle dee del giorno, potrete avere un vero tesoro a portata di mano, utilissimo nel guidare le vostre scelte. In questo post e in quest’altro un’idea di quel che dovremmo scrivere, per non restare mai senza risorse.

Ricordandovi di rileggere le vostre liste, scritte personalmente, mettendoci la testa e il cuore, potete cominciare a scegliere i piatti che comporranno la vostra settimana da Dei.

La programmazione dei pasti composta da voi stessi, invece di un regime imposto, oltre ad esserci più gradita, comporta un’assunzione di responsabilità che a lungo andare si rivelerà molto educativa.

Costruirete il vostro regime dietetico, mescolando i cibi dei diversi elenchi. Ovviamente in quantità minima i cibi degli elenchi A B e C, senza sensi di colpa con le liste E F H e L, a volontà con gli altri. Ottenendo comunque un’alimentazione varia, gustosa, leggera e, soprattutto, su misura dei nostri gusti.

Ecco le liste.

A. cibi pericolosi per la linea che però ci fanno impazzire.

B. cibi nostalgici, dalla cucina di nonna.

C. cibi che usiamo per calmarci i nervi.

D. cibi light che invece ci piacciono molto.

E. cibi veramente sani.

F. dessert che potrebbero non essere così ingrassanti.

G. contorni decisamente interessanti.

H. secondi piatti appetitosi, ma leggeri.

I. spuntini rompifame innoqui.

L. colazioni sane e gustose.

A questo punto c’è ancora un suggerimento da adottare: raccogliamoci in meditazione ad occhi chiusi, pregustando il menu che stiamo per mangiare, ripassando a mente profumo, consistenza, rumore, sapore del cibo che è davanti a noi, esplorando le nostre sensazioni, conquistando la calma che deve essere sempre lo stato d’animo ideale quando si mangia, per evitare colpi di testa che ci facciano andare fuori strada.

Per quest’ultima parte chiederemo aiuto al Dio Raccoglimento, che incontreremo a breve.

 

Il Dio Premio

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(L’uccello che pattinava sull’acqua.)

Il Dio Premio è di animo gentile e generoso. Ciò che lo rende tale è la benevolenza con cui lo ha ricompensato la vita.

Fu la madre Acqua a trasformarlo da vanitoso essere volante a Dio dei due mondi, da allora si muove sulla liscia e vibrante superficie del lago Comaranto, che separa il mondo liquido da quello volatile, immerso nell’ossigeno che dà vita e respiro agli esseri volanti e natanti.

Un Dio così fortunato non può che svolgere la sua funzione nell’assistenza e vicinanza agli esseri mortali, che aiuta a progredire invogliandoli con dovizia di premi, per renderli felici e appagati, chiedendo in cambio solo un pizzico di impegno.

Ciò che verrà chiesto al Dio Premio sarà donato moltiplicato.

Il simbolo del Dio Premio è un qualsiasi ciondolo, quello che vi piace di più, che è però importante tenere legato con un nastrino colorato, come quello che si mette sui pacchi regalo, ne basta uno piccolino, da tenere in tasca e giocherellarci con le dita, mentre si esprime un desiderio.

La resa

resa

Nasciamo tutti normopeso, ci alimentiamo per necessità e con naturalezza. Poi qualcosa si guasta: il cibo comincia ad essere una sorta di rimborso per i torti subìti, una panacea che tutto lenisce, poi un’abitudine irrinunciabile, una resa incondizionata ad un meccanismo trascinante, che conduce a un circolo vizioso dove sovralimentarsi è sia la causa che l’effetto del sovrappeso e dell’obesità.

Eppure basterebbe ribaltare la prospettiva. Invece di arrendervi alla voglia golosa e famelica fino all’ultimo boccone, dovreste arrendervi alla bellezza tranquilla della regolarità.

In fondo “resa” è una bellissima parola. Perché contiene in sé il significato di restituzione. Restituzione alla vita, alla dignità, alla tranquillità, al benessere, alla pace interiore col proprio corpo.

Per comprendere la resa, però, tocca sottostare alle sue regole.

Tornate ai primi giorni di scuola elementare.
Durissima, dopo la festosità dell’asilo, piegarvi all’idea di restare seduti, rispondere alle domande, fare i compiti a casa, tenere in ordine l’astuccio, colorare senza uscire dalle righe… Poi, quando cominciate a fare del vostro meglio, raccogliendo buoni voti e complimenti, spunta quel bel sorriso della soddisfazione. Vi date da fare, ci riuscite, imparate nuove cose, siete fieri di voi!

Non succede di colpo. La prima regola è la gradualità. Si comincia con poco: un regime alimentare più sano, una passeggiata ogni giorno più lunga e spedita, porzioni più ridotte, l’aiuto di un nutrizionista bravo e sensibile che vi insegni a mangiare.
(Magari liberandovi di vecchi pregiudizi: iniziando a fare colazioni salate, diffidando degli zuccheri e includendo i grassi buoni.)

Piano piano si devono lasciare le redini, cominciare a fidarsi, scivolare nella routine alimentare tranquillamente, smettere di lottare contro se stessi. Arrendendosi docilmente.

Nessuno vi impedirà di festeggiare un compleanno, mangiare un gelato o uscire a cena con gli amici. Semplicemente ne godrete e poi tornerete alla lieta routine. 
E prima di accorgervi che vi stiate limitando, vi sentirete più leggeri e felici.

Dedicate questo proponimento alla Dea Rimedia, che è la Dea del risanamento dopo una caduta.

Repetita iuvant (la cosa giusta)

ripetizione

“Le cose ripetute giovano”. Era un detto latino.
Oggi si direbbe: la madre di tutte le abilità è la ripetizione.
Detto così sa di noia, ma invece, se pensate a tutte le cose in cui siete diventati abili, vi rendete conto che la ripetizione vi è servita moltissimo.
E non vuol dire che manchi la creatività, anzi: quella nasce proprio quando si è imparato e accettato talmente bene una cosa, che ci si può permettere di aggiungere del vostro.

Quando si cerca di imparare qualcosa di nuovo c’è sempre una resistenza, perché accettare le novità comporta fatica. In realtà quella piccola fatica sarà lungamente ricompensata dalla nuova abilità. Nel lavoro, come nella vita privata, imparate di continuo nuove tecniche e scorciatoie che vi facilitano la vita.

Veniamo al nocciolo: vi hanno messo a dieta, oppure siete andati spontaneamente a parlarne con un esperto. Qualcuno perderà tempo a lottare contro le presunte privazioni imposte dal nutrizionista, compresa quella assurda idea di fare movimento fisico.
Ma prima o dopo, converrà scendere a patti e cominciare a fare la cosa giusta.

Giorno dopo giorno, pesata dopo pesata, imparerete a calcolare le giuste porzioni; comincerete dalle passeggiate, aggiungerete dei movimenti con le braccia, porterete in mano dei pesetti e arriverete persino alle corsette.

L’importante è continuare imperterriti a ripetere e ripetere questi nuovi gesti, finché non sembreranno parte di voi. A quel punto non sentirete più la fatica e vi sentirete sempre più forti, con nuove idee per migliorare il vostro percorso.

Quando, ripetizione dopo ripetizione, vi renderete conto di aver appreso completamente la vostra routine, vi sentirete completamente a vosto agio.

La settimana santa

settimana santa

Ogni religione dipana i propri riti nel corso dell’anno. E’ utile per rinnovare impegni e promesse, rammentando agli adepti che la giusta via è foriera di successi e riempie di gioia.

Gli Dei della Dieta sono contrari ai sacrifici umani, percorrono piuttosto la strada della tolleranza, non dimenticando però che per vincere occorre una buona dose di determinazione.

E la determinazione va allenata, come qualunque dote fisica o morale.

Se, con calma, scegliete la settimana giusta per rafforzare il vostro impegno, non solo sarà accelerato il vostro cammino, ma rappresenterà quella pietra miliare da ripetere più volte per diventare più forti e felici.

Scegliete le vostre mete in merito di perdita di peso o centimetri, buttatevi: lanciate una scommessa e immaginate come procedere per vincerla. Porzioni più ridotte? Passeggiate più lunghe? Tisane drenanti?

Sembra strano ma funziona anche l’abbinamento con qualche faccenda domestica. Ripulire il bagagliaio dell’auto o lo stanzino degli impicci, decidervi a buttare il vecchiume accumulato in fondo agli armadi, riordinare i cassetti, possono aiutarvi a fare più spazio in casa e nella mente. Segnatevi due o tre lavoretti da sbrigare nella Settimana Santa.

Per incentivare la riuscita della settimana santa, vi rivolgerete al Dio Premio, chiedendogli la giusta ricompensa.
Scegliete il premio, qualsiasi cosa va bene: un biglietto per cinema o teatro, una seduta in un centro estetico, una gita, un capo d’abbigliamento… che però vi concederete solo se avete fatto i compiti indicati nel paragrafo precedente.