La settimana santa

settimana santa

Ogni religione dipana i propri riti nel corso dell’anno. E’ utile per rinnovare impegni e promesse, rammentando agli adepti che la giusta via è foriera di successi e riempie di gioia.

Gli Dei della Dieta sono contrari ai sacrifici umani, percorrono piuttosto la strada della tolleranza, non dimenticando però che per vincere occorre una buona dose di determinazione.

E la determinazione va allenata, come qualunque dote fisica o morale.

Se, con calma, scegliete la settimana giusta per rafforzare il vostro impegno, non solo sarà accelerato il vostro cammino, ma rappresenterà quella pietra miliare da ripetere più volte per diventare più forti e felici.

Scegliete le vostre mete in merito di perdita di peso o centimetri, buttatevi: lanciate una scommessa e immaginate come procedere per vincerla. Porzioni più ridotte? Passeggiate più lunghe? Tisane drenanti?

Sembra strano ma funziona anche l’abbinamento con qualche faccenda domestica. Ripulire il bagagliaio dell’auto o lo stanzino degli impicci, decidervi a buttare il vecchiume accumulato in fondo agli armadi, riordinare i cassetti, possono aiutarvi a fare più spazio in casa e nella mente. Segnatevi due o tre lavoretti da sbrigare nella Settimana Santa.

Per incentivare la riuscita della settimana santa, vi rivolgerete al Dio Premio, chiedendogli la giusta ricompensa.
Scegliete il premio, qualsiasi cosa va bene: un biglietto per cinema o teatro, una seduta in un centro estetico, una gita, un capo d’abbigliamento… che però vi concederete solo se avete fatto i compiti indicati nel paragrafo precedente.

To play

recitare

Nella lingua inglese il verbo to play significa per lo più giocare, ma anche funzionare o recitare e interpretare ruoli.

E’ un verbo simpatico, spinge all’azione e regala un po’ di felicità a chi vuole provarci.

Recitare, interpretare il ruolo di qualcun altro, giocare a trasformarsi, può rappresentare una piccola fuga dai noiosi problemi di sempre. La cosa sorprendente è che a volte incide più profondamente di quanto si pensi.

Si entra per gioco in un personaggio…
Ma sì, dai, stavolta voglio impersonare una persona magra, sportiva, agile, sempre attiva… una che non ha mai fame, di quelle che mangiano come uccellini e lasciano sempre qualcosa.
Come ce lo immaginiamo questo alter ego? Possiamo prendere in prestito un mix di caratteristiche di persone che conosciamo. Indaffarato come Michele, schizzinosa come Giordana, sulle nuvole come Renato, salutista come Loreta.

Studiateli all’ora di pranzo. Come farebbero? Michele starebbe sulle spine e si limiterebbe a qualche boccone, pur di scappare verso le sue faccende. Renato mangerebbe svogliatamente, col cervello perso dietro qualche sogno.  Giordana sarebbe molto occupata a vivisezionare il piatto con sospetto, dividendo i buoni dai cattivi. Loreta si gusterebbe quello che ha davanti, senza particolare fretta, ma pronta a sgambettare all’aria aperta per fare un po’ di movimento.

Avete attinto all’immaginazione, nel fare questo piccolo gioco. La Dea Previsione potrebbe indurvi a cambiare atteggiamento pensando al vostro prossimo pasto. Secondo quanto avete nelle vostre corde, magari stasera a cena giocherete a interpretare Giordana, a partire dalla smorfia di sospetto, che vi indurrebbe a mangiare porzioni più piccole. Oppure come Michele non vedrete l’ora di alzarvi da tavola, per correre ad occuparvi del vostro hobby preferito.

Si sa: quando ci si distrae non si sente neanche fame.

Vedrai, vedrai, vedrai che cambierà.

pamph

Da piccoli eravate perfetti: mangiavate per fame e smettevate per sazietà. Non avevate alcun bisogno  di stramangiare, così come oggi non avete bisogno di…

Di…?

Cosa ci potrebbe essere proprio di nessuna utilità?

Fuori la fantasia! Chiedete aiuto alla Dea Previsione, che vi fa vedere con gli occhi dell’immaginazione.

Non avete bisogno di farfalle ossigenate, per esempio! Non vi serve neanche un libro elettrico, un treno all’idrogeno, una sfinge romantica, una sedia di burro, un ventaglio stonato…

Quell’ultimo boccone dopo cena, la “scarpetta”, quel pezzo di formaggio in più, quel cioccolatino, quel biscotto, quel bicchierino di grappa, proprio non vi serve.

Come una farfalla ossigenata o una bicicletta con gli occhiali.

Scegliete l’immagine dell’inutilità, quella che vi fa più ridere, cominciate a ricostruirla in mente, arricchendola di particolari ridicoli.

E stasera, dopo cena, invece di allungare le mani sulla scatola dei biscotti, sovrapponeteci l’immagine buffa e inutile.
Ridete e sentititevi più forti. Pare che un sorriso scateni le stesse sensazioni piacevoli di un cubetto ci cioccolata!

E ricordatevi che state creando un precedente. Se riuscite a rinunciare allo sgarro, ridendoci sopra, ci riuscirete anche domani e dopodomani. Potrebbe diventare quel rimedio definitivo, senza troppi sforzi e senza spese.
Vedrai che un giorno cambierà!

Mantra a colazione

Forse non ve ne rendete conto, ma tutti usano i mantra in continuazione. Quella frasetta che si mormora fra sé, appena ci si accorge di aver compiuto una sbadataggine, quel commento maligno che ci si autorivolge se abbiamo sbagliato qualcosa e tutte le frasi buffe che abbiamo memorizzato negli anni per consolarci o insultarci.

Non appena restite da soli con voi stessi, mentre guidate, stirate o passeggiate, iniziate a dialogare internamente. Vi ripetete la lista delle cose che dovete fare, poi vi ripassate la giornata appena trascorsa e troppo spesso finite per rimproverarvi per gli errori commessi o le dimenticanze.

Così non si va avanti.

Tutte quelle frasi vanno a condizionare il vostro pensiero, le vostre opinioni, le vostre convinzioni. Non lo sapevate, ma sono delle vere e proprie mine che ostacolano il vostro percorso. 

Occorre agire.

I cambiamenti bruschi, però, non funzionano. Lentamente bisogna ricercare quelle frasi dentro di noi e modificarle pezzo per pezzo.

Sonia ha vissuto una tragedia durante l’adolescenza: ha perso sua sorella Gemma. Nella sua testa ha cominciato a ripetersi “Gemma è morta”, proprio come un mantra. All’inizio le serviva, perché non riusciva a crederci, poi pian piano è diventata una frase quasi rassicurante: quando qualcosa andava storto, ripetersi “Gemma è morta” voleva dire che niente poteva essere peggiore di quello che era già successo.
Tuttavia bisogna liberarsi degli espedienti che non ci servono più.
Sonia è adulta ora, ha una vita serena e per progredire ha bisogno di frasi più incoraggianti. Lentamente la frase è diventata ‘Gemma è m… eravigliosa’, ‘m… ia sorella’, ‘m… olto cara’ eccetera. La chimica generata nel corpo da affermazioni positive incide positivamente sul resto della nostra vita.

Per tornare alla vostra missione, sapete molto bene cosa bisognerebbe fare per tornare in forma. Mangiare meno, muoversi di più, aumentare i cibi salutari: la frutta e le verdure, evitare i cibi trattati industrialmente, i grassi idrogenati, gli zuccheri nascosti…

Perché non riassumere questi propositi in un mantra?
Sarebbe carino se ognuno inventasse il proprio e lo migliorasse man mano, adattandolo ai cambiamenti. Qualcuno potrebbe anche cantarlo, metterlo in rima, ricavarne un motto, stamparlo su una maglietta…

Recitarlo a colazione, a pranzo e a cena, mentre si fa la spesa… potrebbe cominciare a invertire quegli automatismi che vi hanno portato fuori dai vostri progetti.

Un esempio? Eat Food, Not Too Much, Mostly Plants. 

E’ il mantra del giornalista statunitense Micheal Pollan,  noto come autore di libri-inchiesta sul cibo. Eat food, cioè “mangia cibo vero” senza additivi o elementi aggiuntivi di dubbia provenienza, non edulcorato, degrassato, idrogenato ecc., Not Too Much: “non troppo” e Mostly Plants: “principalmente vegetale”.

Questo mantra, recitato prima dei pasti o meglio mentre si fa la spesa, serve a rammentarci come comporre i pasti: mezzo piatto composto da vegetali, possibilmente di due o tre tipi (così da assimilare contemporaneamente diversi nutrienti, ma anche, purtroppo, per evitare di assumere una quantità eccessiva di eventuali veleni usati in agricoltura), un quarto di piatto composto da cereali, meglio integrali, l’ultimo quarto da proteine animali o vegetali, i giusti grassi per condire. La libertà di scelta, in questo ambito, diventa gratificante, perché ci consente di essere protagonisti nella composizione della propria dieta e quindi più consapevoli e più felici. I veri artefici del nostro progetto.

Magari per qualcuno i problemi derivano dai fuori pasto, il mantra giusto allora potrebbe essere “Nulla senza posate”. E se vi invitano a un pranzo di matrimonio? “Solo con la mano sinistra” (o la destra, se siete mancini) vi aiuterà a stancarvi prima di essere satolli.

Pomi d’ottone e manici di scopa.

pomi d'ottone

‘Pomi d’ottone e manici di scopa’ è un fortunato e divertente film Disney degli anni ’60. Racconta come, nella Londra a rischio bombardamenti, in piena seconda guerra mondiale, si usasse mandare i ragazzini nelle campagne, per proteggerli.
Un fratello e una sorella vengono dunque affidati a una stravagante signora, aspirante strega, e, insieme a un improbabile insegnante di magia, si ritrovano a compiere un viaggio straordinario attraverso un paese popolato da cartoni animati, a bordo di un magico letto di ottone.

Per trasformare il letto in un fantastico aeromezzo, bastava picchiettare tre volte su un pomo d’ottone e ruotarlo di un quarto verso sinistra.

Elena vide il film quando era in terza elementare e ne restò affascinata.
Da quel momento, ogni volta che doveva scrivere un tema in classe, senza farsi vedere, si dava tre colpetti sulla testa e la voltava di un quarto di giro verso sinistra, pronunciando fra sé e sé “Elena fantasia!” poi scriveva di getto il tema, con entusiasmo, certa di ottenere un buon risultato.

Elena era brava a scuola e non aveva alcuna difficoltà nella scrittura, ma con quel piccolo gesto, in cui credeva fermamente, si era creata una marcia in più: una forte convinzione di riuscire a eseguire un compito, non solo corretto, ma brillante, divertente e coinvolgente.

Elena oggi è una copywriter di talento e scrive testi pubblicitari.

Cosa c’entra con gli Dei della Dieta?

C’entra con la mentalità che si può acquisire, per riuscire ad esaudire i vostri desideri.

State per fare la conoscenza col Dio Desiderio, fondamentale, perché senza desiderio, manca la voglia di riuscire. In altre parole: per tornare in forma, occorre prima desiderarlo tanto. E il Dio Raccoglimento farà in modo che il desiderio resti a lungo dentro di voi.