3 giorni paradossali

Come detto nell’articolo precedente, le diete fanno male, perché le viviamo come imposizioni decretate da altri e quindi, dopo poco tempo, viene voglia di trasgredire e ci si ritrova al punto di partenza, se non peggio.

Come si può cambiare questa situazione? La dieta paradossale cancella la percezione dell’imposizione altrui e ci rende invece capaci di scegliere da soli ciò che ci piace mangiare. Ovviamente, volendo perdere peso, si dovranno anche rispettare alcune regole. In questo caso il limite è solo orario: tutto ciò che si mangia deve essere fruito esclusivamente a colazione (mezz’ora/40 minuti?), pranzo (1 ora?) e a cena (1 ora?).
E’ vietato mangiare negli altri orari della giornata.

Ora avete 3 giorni per imparare a gestire il vostro rapporto col cibo.

Giorno 1. La pianificazione. (invocando il Dio Desiderio che aiuta l’immaginazione)
Di prima mattina (o anche la sera precedente) pianificate tutto quello che volete mangiare nei 3 pasti. Esagerate con l’immaginazione: figuratevi i piatti completi, assaporate mentalmente gusti e profumi. Visualizzatevi a tavola mentre mangiate con calma e godete di ogni boccone.

Giorno 2. La quantità. (invocando la Dea Previsione che induce a cambiare atteggiamento sul cibo)
Quanto si può mangiare? Per un po’ si dovrà fare qualche esperimento, per capire quanto tempo passa prima che la fame si faccia risentire. Se a colazione mangiate un toast e avete di nuovo fame dopo 2 ore, sarà meglio, il giorno dopo, aggiungere anche una banana, uno yogurt o una merendina.

Giorno 3. La Fame. (invocando il Dio Raccoglimento che invita ai pensieri positivi.)
Fate amicizia con il vostro senso della fame. E’ forse la cosa più importante che dovete imparare.
Capire quando dire basta, equivale a mangiare solo quando si ha davvero fame.
E una volta appreso questo, significa che sarete per sempre capaci di regolare i vostri pasti, mangiando il giusto e concedendovi ogni tanto qualche golosità, senza fare troppi danni alla vostra forma.

E verrà il giorno.

thedate

Il Popolo in sovrappeso, così come il Popolo fumatore, è sempre all’erta, in attesa di notizie sulla grande scoperta che lo porterà finalmente a smettere di essere fuori forma o di dipendere dal fumo.

E’ nei sogni più intimi, nelle più segrete ambizioni, nei progetti più arditi: quel giorno in cui ci si sentirà liberi definitivamente, senza colpe e senza sacrifici. Come nell’Apocalisse di Giovanni, il fatidico giorno in cui riceveremo la Rivelazione.

Ok, ma se è proprio questo che ci serve, non potremmo fabbricarcelo su misura questo benedetto giorno?

Sì: fate le cose in grande, come se steste organizzando un evento mitico. Come lo volete fare? Beh è ovvio che, al cospetto degli Dei della Dieta, come minimo dovrà esserci un po’ di sacralità. Ok. E delle promesse? Certamente! Un etto di simbologia, un pizzico di mistero, un pugno di convinzione, una manciata di aspettative e un chilo e mezzo di impegno.

Scegliete con calma una data interessante, lontana da tutte le feste conosciute: un numero simpatico, un giorno della settimana affascinante. Datevi tempo, quello che basta a organizzare una cerimonia, dai vestiti ai portafortuna e cominciate i preparativi.

Prendete tutte le informazioni che vi servono. Cercate dei testi sulla nutrizione o sull’esercizio fisico, ripescate le vecchie esperienze, valutate un corso online, un’iscrizione in palestra, una puntatina al parco più vicino o a una sala da ballo, create una playlist di video con esercizi fattibili, e, soprattutto fate tutti i compiti a casa consigliati dagli Dei della Dieta.

Allo stesso tempo immaginate il vostro giorno speciale, il giorno in cui inizierete a fare sul serio.
Sarà un giorno di ferie? Vi concederete quella passeggiata lungofiume? Andrete al mare, al museo, al parco, a ballare, in bicicletta, in canoa? E poi? Scriverete una lettera agli Dei della Dieta, spiegando i vostri obbiettivi, brucerete dell’incenso, indosserete un braccialetto speciale?
Gustatevi l’attesa, preparate tutto con calma, siate maniacali.
E non dimentcate di portare con voi il quadernino della Dea lista, per appuntare ogni nuova sensazione.

Prendete spunto dal Dio Raccoglimento. Sedetevi con calma, respirate a fondo, rilassatevi a partire dalla fronte, scendete giù rilasciando i muscoli del viso, poi del collo, spalle, braccia, addome… fino alla punta dei piedi.

Ad occhi chiusi cominciate a parlare col vostro stomaco: dategli un nomignolo.

Ehi Stoc. Cosa ti va di mangiare oggi?

Uhm, forse ieri sera ti ho stressato, stupidamente ho bevuto troppo vino e ho dormito malissimo.

Quindi che facciamo?

Ho un’idea. Metterò a tavola i bicchieri belli e verserò giusto tre dita di vino nel calice alto, poi berrò soprattutto acqua dall’altro bicchiere e sorseggerò il vino a piccoli sorsi tra un boccone e una chiacchiera.

Immaginare il lusso non costa nulla e gratifica molto.

Anche nel mangiare staremo leggeri oggi. Giusto Stoc?

Pollo al forno e carciofi potrebbero andare, taglierò una sola fetta di pane e poi farò come se fosse una cena regale, centellinando ogni boccone, sorridendo e conversando, come se il cibo fosse l’ultimo dei miei pensieri.

E vorrei che diventasse un’abitudine!

Ho studiato. Ci sono dei metodi per far perdere al cibo lo spazio mentale che occupa oggi.

Per prima cosa bisogna rallentare e gustare con calma ogni boccone, cominciamo masticando ogni boccone 24 volte, poi facciamo spesso delle pause per bere o chiacchierare e sfidare il cibo a chi si stanca prima. Scommettiamo che vinco io e ti lascio nel piatto?

Pomi d’ottone e manici di scopa.

pomi d'ottone

‘Pomi d’ottone e manici di scopa’ è un fortunato e divertente film Disney degli anni ’60. Racconta come, nella Londra a rischio bombardamenti, in piena seconda guerra mondiale, si usasse mandare i ragazzini nelle campagne, per proteggerli.
Un fratello e una sorella vengono dunque affidati a una stravagante signora, aspirante strega, e, insieme a un improbabile insegnante di magia, si ritrovano a compiere un viaggio straordinario attraverso un paese popolato da cartoni animati, a bordo di un magico letto di ottone.

Per trasformare il letto in un fantastico aeromezzo, bastava picchiettare tre volte su un pomo d’ottone e ruotarlo di un quarto verso sinistra.

Elena vide il film quando era in terza elementare e ne restò affascinata.
Da quel momento, ogni volta che doveva scrivere un tema in classe, senza farsi vedere, si dava tre colpetti sulla testa e la voltava di un quarto di giro verso sinistra, pronunciando fra sé e sé “Elena fantasia!” poi scriveva di getto il tema, con entusiasmo, certa di ottenere un buon risultato.

Elena era brava a scuola e non aveva alcuna difficoltà nella scrittura, ma con quel piccolo gesto, in cui credeva fermamente, si era creata una marcia in più: una forte convinzione di riuscire a eseguire un compito, non solo corretto, ma brillante, divertente e coinvolgente.

Elena oggi è una copywriter di talento e scrive testi pubblicitari.

Cosa c’entra con gli Dei della Dieta?

C’entra con la mentalità che si può acquisire, per riuscire ad esaudire i vostri desideri.

State per fare la conoscenza col Dio Desiderio, fondamentale, perché senza desiderio, manca la voglia di riuscire. In altre parole: per tornare in forma, occorre prima desiderarlo tanto. E il Dio Raccoglimento farà in modo che il desiderio resti a lungo dentro di voi.