Muti e non se ne parli più!

Capita spesso che malumori, incomprensioni, ingiustizie, lutti, rimorsi e dispiaceri vari, rovinino le nostre giornate.
La cosa può diventare ancora più spiacevole, quando le ferite ricevute si cronicizzano e continuano a pesare come macigni sulla nostra esistenza.

Si può rimanere per anni a rimuginarci sopra, spesso senza uscirne, e tutto questo dolore aggrava il nostro modo di vivere la vita.
Facile, dunque, cercare di scappare dai dispiaceri, cercando quello che talvolta resta l’unico piacere: il cibo e i suoi numerosi contenuti aggiuntivi come: consolazione, rivincita, felicità, gioia, trasgressione, entusiasmo, brama.

Va da sé però, che continuando a riempirci di piacere, non stiamo rispettando come si deve il nostro corpo, che dovrà faticare parecchio per portarci in giro a lungo.

Occorre puntare verso una strada nuova!

Liberiamoci dai macigni che ci stanno schiacciando e cerchiamo la leggerezza dell’anima per riconciliarci con la bellezza della vita. Da oggi in poi, ogni volta che ci sentiamo tristi, rimuginando sui nostri dolori, facciamo qualcosa di utile:

Rivolgiamoci al Dio Premio perché ci conceda il dono della serenità e dichiariamo ad alta voce un bel:

NON SE NE PARLI PIU’.

Ovviamente ognuno potrà scegliere la propria frase motivante, l’importante è che funzioni da STOP IMMEDIATO ai propri ragionamenti autodeprimenti.

Liberare la mente dai ragionamenti contorti e dolorosi è un primo passo per aprire uno spiraglio alla felicità. Una persona felice si gode meglio la vita ed è a più agio in tutti i campi, senza mai strafare. Cominciate pian piano e vi renderete conto man mano che senza pensieri cattivi è tutto più semplice e gradevole. Ricordatevi che è tutto nella vostra testa: aprite la mente!

Il Dio Premio

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(L’uccello che pattinava sull’acqua.)

Il Dio Premio è di animo gentile e generoso. Ciò che lo rende tale è la benevolenza con cui lo ha ricompensato la vita.

Fu la madre Acqua a trasformarlo da vanitoso essere volante a Dio dei due mondi, da allora si muove sulla liscia e vibrante superficie del lago Comaranto, che separa il mondo liquido da quello volatile, immerso nell’ossigeno che dà vita e respiro agli esseri volanti e natanti.

Un Dio così fortunato non può che svolgere la sua funzione nell’assistenza e vicinanza agli esseri mortali, che aiuta a progredire invogliandoli con dovizia di premi, per renderli felici e appagati, chiedendo in cambio solo un pizzico di impegno.

Ciò che verrà chiesto al Dio Premio sarà donato moltiplicato.

Il simbolo del Dio Premio è un qualsiasi ciondolo, quello che vi piace di più, che è però importante tenere legato con un nastrino colorato, come quello che si mette sui pacchi regalo, ne basta uno piccolino, da tenere in tasca e giocherellarci con le dita, mentre si esprime un desiderio.

La settimana santa

settimana santa

Ogni religione dipana i propri riti nel corso dell’anno. E’ utile per rinnovare impegni e promesse, rammentando agli adepti che la giusta via è foriera di successi e riempie di gioia.

Gli Dei della Dieta sono contrari ai sacrifici umani, percorrono piuttosto la strada della tolleranza, non dimenticando però che per vincere occorre una buona dose di determinazione.

E la determinazione va allenata, come qualunque dote fisica o morale.

Se, con calma, scegliete la settimana giusta per rafforzare il vostro impegno, non solo sarà accelerato il vostro cammino, ma rappresenterà quella pietra miliare da ripetere più volte per diventare più forti e felici.

Scegliete le vostre mete in merito di perdita di peso o centimetri, buttatevi: lanciate una scommessa e immaginate come procedere per vincerla. Porzioni più ridotte? Passeggiate più lunghe? Tisane drenanti?

Sembra strano ma funziona anche l’abbinamento con qualche faccenda domestica. Ripulire il bagagliaio dell’auto o lo stanzino degli impicci, decidervi a buttare il vecchiume accumulato in fondo agli armadi, riordinare i cassetti, possono aiutarvi a fare più spazio in casa e nella mente. Segnatevi due o tre lavoretti da sbrigare nella Settimana Santa.

Per incentivare la riuscita della settimana santa, vi rivolgerete al Dio Premio, chiedendogli la giusta ricompensa.
Scegliete il premio, qualsiasi cosa va bene: un biglietto per cinema o teatro, una seduta in un centro estetico, una gita, un capo d’abbigliamento… che però vi concederete solo se avete fatto i compiti indicati nel paragrafo precedente.

Il Dio Premio

Premio

La gratificazione ci fa andare avanti: non riusciamo ad impegnarci senza guadagno. Più che giusto: questo dare/avere regola molti aspetti della nostra vita, dal bilancio economico, a quello energetico.

Dunque: cosa ci spinge avanti?

Se il desiderio si fa strada per la mancanza di qualcosa, il premio, invece, arriva come panna sul gelato, come pioggia sul bagnato, come la gioia in un cuore felice.

Il Dio Premio è il più piccolo degli Dei: argento vivo, corre tutto il giorno e non è mai stanco. Il suo è un mestiere gioioso: regala soddisfazione e dona nuove energie. Nacque settimino, perché aveva fretta di scoprire il mondo, è un entusiasta convinto, sempre allegro e ottimista, sa come motivare i Luandiani e li spinge sulla strada giusta.

Nella nostra ricerca della forma perfetta, ma anche solo più salutare, il Dio Premio giunge a ricompensare le nostre fatiche. Arriva dunque quando il successo c’è già stato e la gioia è già presente. Rappresenta però quel suggello che marcherà il nostro cammino, insegnando alla nostra mente a premiare un comportamento positivo, che ha portato buoni frutti.

E se il meccanismo riesce a radicarsi, avrete imparato a cercare la soddisfazione altrove, invece che nel cibo, che ai vostri occhi diventerà sempre meno importante.

Potete chiamare il Dio Premio a intervalli regolari.
Ogni due chili persi? Ogni 3 giorni senza abbuffate?
Ogni settimana di esercizio regolare?

E in cosa consisteranno questi premi? Nulla di alimentare, ovviamente, ma qualcosa di positivo. Un libro che volevamo leggere, una borsa, un portafogli, un cappello, un profumo. Un biglietto per un cinema, per una mostra o per lo stadio. Qualcosa che ci regali l’energia giusta per continuare a perseverare e vincere ancora premi. Così, di premio in premio, sarà più emozionante arrivare alla meta.

E’ possibile anche rilanciare, agganciando un premio più importante, in cambio di un impegno più grande.
Dev’essere una cosa che desiderate da tempo, ma che magari rimandate di volta in volta…
Un acquisto costoso: un nuovo obiettivo per la fotocamera, un capo d’abbigliamento, una borsa, un viaggio, un gioiello, qualcosa che vi renda felici, ma che vorrete concedervi in cambio di un grosso impegno, cioè solo dopo aver perso un certo numero di chili.

Perciò il pensiero del premio potrà solo spronarvi e mantenere l’impegno.