Il Dio Esercizio

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Dalla cima del vulcano Supervio, rifugio di Padre Fuoco e Madre Acqua, sgorga una sorgente d’acqua cristallina che dà vita, più a valle, al fiume Verdesco.
Le acque fresche, saporite e ricche di minerali, sono da sempre il sollievo  dei Luandiani, ma sono anche state commosse testimoni della nascita del Dio Esercizio.
Un fiume, si sa, percorre sempre la stessa strada, anche se l’acqua che scorre non è mai la stessa. Ad ogni passaggio si fa più comodo il suo letto, ad ogni ansa indugia la corrente, accarezzando la fiorente vegetazione che vi si affaccia.
A mezza costa il Verdesco incontra un tratto roccioso più scosceso, che supera saltellando in mille cascatelle, c’è vita nel fiume, le verdi alghe si divertono a impigliarsi fra le rocce, per poi staccarsi e lasciarsi trasportare fino al lago Comaranto.
Il Dio Esercizio nacque alga, piccino e tenace, e si fece le ossa nelle cascatelle. Nella primavera successiva, con le acque gonfie grazie allo scioglimento delle nevi, il piccolo Esercizio ormai giovinetto, nell’impeto della corsa frenetica verso valle, si intrecciò con i rami verdi sfiancati dalle correnti, i vortici che si formarono presero quindi a modellare una nuova creatura nerboruta di rami e foglie, verde d’aspetto, sempre tenace, audace e perseverante come il fiume, che sempre fa la stessa via, sempre ripete le stesse curve, bagna le stesse colline, disseta, incoraggia, esalta il popolo dei Luandiani.

E’ qui per ricordarci che il premio arriva dopo la fatica, ma la fatica può essere dolce, perché avvicina alla meta. Il colore preferito del Dio Esercizio è il verde, verde come il segnale che dà via libera, come gli alberi che donano ossigeno, come le foglie che ci nutrono e ci mantengono in forma.

La preghiera per il Dio Esercizio è questa:

Dio dell’esercizio, non mancare di farmi provare a…
correre insieme a te ridendo;
ballare il rock and roll;
fare le scale a piedi per arrivare in ufficio;

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ecc. ecc…

E verrà il giorno.

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Il Popolo in sovrappeso, così come il Popolo fumatore, è sempre all’erta, in attesa di notizie sulla grande scoperta che lo porterà finalmente a smettere di essere fuori forma o di dipendere dal fumo.

E’ nei sogni più intimi, nelle più segrete ambizioni, nei progetti più arditi: quel giorno in cui ci si sentirà liberi definitivamente, senza colpe e senza sacrifici. Come nell’Apocalisse di Giovanni, il fatidico giorno in cui riceveremo la Rivelazione.

Ok, ma se è proprio questo che ci serve, non potremmo fabbricarcelo su misura questo benedetto giorno?

Sì: fate le cose in grande, come se steste organizzando un evento mitico. Come lo volete fare? Beh è ovvio che, al cospetto degli Dei della Dieta, come minimo dovrà esserci un po’ di sacralità. Ok. E delle promesse? Certamente! Un etto di simbologia, un pizzico di mistero, un pugno di convinzione, una manciata di aspettative e un chilo e mezzo di impegno.

Scegliete con calma una data interessante, lontana da tutte le feste conosciute: un numero simpatico, un giorno della settimana affascinante. Datevi tempo, quello che basta a organizzare una cerimonia, dai vestiti ai portafortuna e cominciate i preparativi.

Prendete tutte le informazioni che vi servono. Cercate dei testi sulla nutrizione o sull’esercizio fisico, ripescate le vecchie esperienze, valutate un corso online, un’iscrizione in palestra, una puntatina al parco più vicino o a una sala da ballo, create una playlist di video con esercizi fattibili, e, soprattutto fate tutti i compiti a casa consigliati dagli Dei della Dieta.

Allo stesso tempo immaginate il vostro giorno speciale, il giorno in cui inizierete a fare sul serio.
Sarà un giorno di ferie? Vi concederete quella passeggiata lungofiume? Andrete al mare, al museo, al parco, a ballare, in bicicletta, in canoa? E poi? Scriverete una lettera agli Dei della Dieta, spiegando i vostri obbiettivi, brucerete dell’incenso, indosserete un braccialetto speciale?
Gustatevi l’attesa, preparate tutto con calma, siate maniacali.
E non dimentcate di portare con voi il quadernino della Dea lista, per appuntare ogni nuova sensazione.

Prendete spunto dal Dio Raccoglimento. Sedetevi con calma, respirate a fondo, rilassatevi a partire dalla fronte, scendete giù rilasciando i muscoli del viso, poi del collo, spalle, braccia, addome… fino alla punta dei piedi.

Ad occhi chiusi cominciate a parlare col vostro stomaco: dategli un nomignolo.

Ehi Stoc. Cosa ti va di mangiare oggi?

Uhm, forse ieri sera ti ho stressato, stupidamente ho bevuto troppo vino e ho dormito malissimo.

Quindi che facciamo?

Ho un’idea. Metterò a tavola i bicchieri belli e verserò giusto tre dita di vino nel calice alto, poi berrò soprattutto acqua dall’altro bicchiere e sorseggerò il vino a piccoli sorsi tra un boccone e una chiacchiera.

Immaginare il lusso non costa nulla e gratifica molto.

Anche nel mangiare staremo leggeri oggi. Giusto Stoc?

Pollo al forno e carciofi potrebbero andare, taglierò una sola fetta di pane e poi farò come se fosse una cena regale, centellinando ogni boccone, sorridendo e conversando, come se il cibo fosse l’ultimo dei miei pensieri.

E vorrei che diventasse un’abitudine!

Ho studiato. Ci sono dei metodi per far perdere al cibo lo spazio mentale che occupa oggi.

Per prima cosa bisogna rallentare e gustare con calma ogni boccone, cominciamo masticando ogni boccone 24 volte, poi facciamo spesso delle pause per bere o chiacchierare e sfidare il cibo a chi si stanca prima. Scommettiamo che vinco io e ti lascio nel piatto?