3 giorni paradossali

Come detto nell’articolo precedente, le diete fanno male, perché le viviamo come imposizioni decretate da altri e quindi, dopo poco tempo, viene voglia di trasgredire e ci si ritrova al punto di partenza, se non peggio.

Come si può cambiare questa situazione? La dieta paradossale cancella la percezione dell’imposizione altrui e ci rende invece capaci di scegliere da soli ciò che ci piace mangiare. Ovviamente, volendo perdere peso, si dovranno anche rispettare alcune regole. In questo caso il limite è solo orario: tutto ciò che si mangia deve essere fruito esclusivamente a colazione (mezz’ora/40 minuti?), pranzo (1 ora?) e a cena (1 ora?).
E’ vietato mangiare negli altri orari della giornata.

Ora avete 3 giorni per imparare a gestire il vostro rapporto col cibo.

Giorno 1. La pianificazione. (invocando il Dio Desiderio che aiuta l’immaginazione)
Di prima mattina (o anche la sera precedente) pianificate tutto quello che volete mangiare nei 3 pasti. Esagerate con l’immaginazione: figuratevi i piatti completi, assaporate mentalmente gusti e profumi. Visualizzatevi a tavola mentre mangiate con calma e godete di ogni boccone.

Giorno 2. La quantità. (invocando la Dea Previsione che induce a cambiare atteggiamento sul cibo)
Quanto si può mangiare? Per un po’ si dovrà fare qualche esperimento, per capire quanto tempo passa prima che la fame si faccia risentire. Se a colazione mangiate un toast e avete di nuovo fame dopo 2 ore, sarà meglio, il giorno dopo, aggiungere anche una banana, uno yogurt o una merendina.

Giorno 3. La Fame. (invocando il Dio Raccoglimento che invita ai pensieri positivi.)
Fate amicizia con il vostro senso della fame. E’ forse la cosa più importante che dovete imparare.
Capire quando dire basta, equivale a mangiare solo quando si ha davvero fame.
E una volta appreso questo, significa che sarete per sempre capaci di regolare i vostri pasti, mangiando il giusto e concedendovi ogni tanto qualche golosità, senza fare troppi danni alla vostra forma.

Il momento più bello

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Il momento più bello è un film del 1957. Marcello Mastroianni interpreta un giovane medico impegnato a diffondere il parto indolore senza farmaci.

Laura l’ha visto in TV diversi anni dopo, quando era un’adolescente, e c’è una scena che non può dimenticare.

Ad un gruppo di giovani puerpere Mastroianni spiega le sue teorie. “Tornate indietro con la mente a quando eravate fidanzate. Può essere capitato che abbiate aspettato il vostro lui all’angolo di una strada, in un freddo pomeriggio invernale. Ricordate come eravate infreddolite? Vi stringevate addosso il cappotto e battevate i piedi in terra. Poi, all’improvviso arrivava il vostro fidanzato ad abbracciarvi e allora il freddo non lo sentivate più. Ma non era il freddo ad essere sparito, semplicemente la vostra mente l’aveva sostituito con sensazioni più piacevoli.”

E’ così che funziona. Il training autogeno che viene insegnato alle future mamme per affrontare il parto, serve a educare la mente a non vivere il dolore, tramite respirazione controllata e pensieri rilassanti e monotoni.

Laura ora conosce bene i dolori del parto e si ricorda di come allentava la sensazione di dolore delle doglie, fissando il soffitto a quadri della sala parto ed entrando in una sorta di trance. Ma se con la mente si diventa capaci di sconfiggere addirittura il dolore del parto, quanto grande può essere questo potere?

Sarà possibile, si chiede Laura, usare la mente per sconfiggere i comportamenti sbagliati, ma radicati nel tempo, che servono solo a farci del male?

Come venire a patti con la propria mente?
Come insegnarle a cambiare le abitudini dannose, traendone solo benefici? E’ un lavoro impegnativo, soprattutto all’inizio, poi diventa quasi naturale e prima si comincia, meglio è.

E’ il rito del desiderio e richiede molta costanza.

Il Dio Desiderio

Desiderio

Il Mito. Vi fu un tempo in cui il Padre Fuoco era così inquieto da non riuscire a dormire. Le notti dei luandiani erano squarciate dai lampi e dalle fiammate del Vulcano Supervio. Anche la Madre Acqua era nervosa e preoccupata: le giornate erano così calde che dalla sorgente usciva direttamente vapore acqueo. I vecchi del villaggio indissero allora una grande assemblea permanente per cercare una soluzione.

Dalla folta foresta, una sera, uscì uno splendido giovane e si diresse presso il luogo della veglia. Camminando lasciava dietro di sé una scia di trifoglio appena spuntato e l’aria intorno si faceva sempre più fresca. Arrivato al luogo dove erano radunati i luandiani, salì sul ramo più basso di una grande quercia e cominciò a parlare loro.

“Amici, vi vedo stanchi e provati. Sono giorni e notti che discutete, ma nulla succede. Mia Madre mi ha mandato presso di voi per insegnarvi la strada giusta. Quello che dovete fare è semplice e complicato allo stesso tempo. Mettete la mano destra sul cuore, chiudete gli occhi e cominciate a pensare alla freschezza dell’isola di Luanda. Inspirate forte e ricreate dentro di voi il profumo della foresta, percepite la brezza che viene dal lago e sentite le gocce di pioggia cadere sulle vostre guance.
Decidete ora che è questo quel che volete e avrete imparato a desiderare. Non c’è nulla di più potente del Desiderio. Abbatte qualunque ostacolo e corre veloce fino alla propria realizzazione.
Solo il desiderio porta al premio finale e chi non sa desiderare non otterrà mai ciò che vuole.

Poi, mentre i luandiani iniziarono a desiderare il cambiamento, il magnifico Dio Desiderio cominciò ad arrampicarsi sulla quercia.
Arrivò sulla cima e vide che il vulcano si era calmato, così come il Dio Padre Fuoco.

La madre Acqua venne a prenderlo cavalcando una nube e mentre risalivano cominciò a piovere.
Dopo tre giorni Luanda tornò a essere la terra fresca e feconda di sempre.

Pomi d’ottone e manici di scopa.

pomi d'ottone

‘Pomi d’ottone e manici di scopa’ è un fortunato e divertente film Disney degli anni ’60. Racconta come, nella Londra a rischio bombardamenti, in piena seconda guerra mondiale, si usasse mandare i ragazzini nelle campagne, per proteggerli.
Un fratello e una sorella vengono dunque affidati a una stravagante signora, aspirante strega, e, insieme a un improbabile insegnante di magia, si ritrovano a compiere un viaggio straordinario attraverso un paese popolato da cartoni animati, a bordo di un magico letto di ottone.

Per trasformare il letto in un fantastico aeromezzo, bastava picchiettare tre volte su un pomo d’ottone e ruotarlo di un quarto verso sinistra.

Elena vide il film quando era in terza elementare e ne restò affascinata.
Da quel momento, ogni volta che doveva scrivere un tema in classe, senza farsi vedere, si dava tre colpetti sulla testa e la voltava di un quarto di giro verso sinistra, pronunciando fra sé e sé “Elena fantasia!” poi scriveva di getto il tema, con entusiasmo, certa di ottenere un buon risultato.

Elena era brava a scuola e non aveva alcuna difficoltà nella scrittura, ma con quel piccolo gesto, in cui credeva fermamente, si era creata una marcia in più: una forte convinzione di riuscire a eseguire un compito, non solo corretto, ma brillante, divertente e coinvolgente.

Elena oggi è una copywriter di talento e scrive testi pubblicitari.

Cosa c’entra con gli Dei della Dieta?

C’entra con la mentalità che si può acquisire, per riuscire ad esaudire i vostri desideri.

State per fare la conoscenza col Dio Desiderio, fondamentale, perché senza desiderio, manca la voglia di riuscire. In altre parole: per tornare in forma, occorre prima desiderarlo tanto. E il Dio Raccoglimento farà in modo che il desiderio resti a lungo dentro di voi.