La settimana santa

settimana santa

Ogni religione dipana i propri riti nel corso dell’anno. E’ utile per rinnovare impegni e promesse, rammentando agli adepti che la giusta via è foriera di successi e riempie di gioia.

Gli Dei della Dieta sono contrari ai sacrifici umani, percorrono piuttosto la strada della tolleranza, non dimenticando però che per vincere occorre una buona dose di determinazione.

E la determinazione va allenata, come qualunque dote fisica o morale.

Se, con calma, scegliete la settimana giusta per rafforzare il vostro impegno, non solo sarà accelerato il vostro cammino, ma rappresenterà quella pietra miliare da ripetere più volte per diventare più forti e felici.

Scegliete le vostre mete in merito di perdita di peso o centimetri, buttatevi: lanciate una scommessa e immaginate come procedere per vincerla. Porzioni più ridotte? Passeggiate più lunghe? Tisane drenanti?

Sembra strano ma funziona anche l’abbinamento con qualche faccenda domestica. Ripulire il bagagliaio dell’auto o lo stanzino degli impicci, decidervi a buttare il vecchiume accumulato in fondo agli armadi, riordinare i cassetti, possono aiutarvi a fare più spazio in casa e nella mente. Segnatevi due o tre lavoretti da sbrigare nella Settimana Santa.

Per incentivare la riuscita della settimana santa, vi rivolgerete al Dio Premio, chiedendogli la giusta ricompensa.
Scegliete il premio, qualsiasi cosa va bene: un biglietto per cinema o teatro, una seduta in un centro estetico, una gita, un capo d’abbigliamento… che però vi concederete solo se avete fatto i compiti indicati nel paragrafo precedente.

Vedrai, vedrai, vedrai che cambierà.

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Da piccoli eravate perfetti: mangiavate per fame e smettevate per sazietà. Non avevate alcun bisogno  di stramangiare, così come oggi non avete bisogno di…

Di…?

Cosa ci potrebbe essere proprio di nessuna utilità?

Fuori la fantasia! Chiedete aiuto alla Dea Previsione, che vi fa vedere con gli occhi dell’immaginazione.

Non avete bisogno di farfalle ossigenate, per esempio! Non vi serve neanche un libro elettrico, un treno all’idrogeno, una sfinge romantica, una sedia di burro, un ventaglio stonato…

Quell’ultimo boccone dopo cena, la “scarpetta”, quel pezzo di formaggio in più, quel cioccolatino, quel biscotto, quel bicchierino di grappa, proprio non vi serve.

Come una farfalla ossigenata o una bicicletta con gli occhiali.

Scegliete l’immagine dell’inutilità, quella che vi fa più ridere, cominciate a ricostruirla in mente, arricchendola di particolari ridicoli.

E stasera, dopo cena, invece di allungare le mani sulla scatola dei biscotti, sovrapponeteci l’immagine buffa e inutile.
Ridete e sentititevi più forti. Pare che un sorriso scateni le stesse sensazioni piacevoli di un cubetto ci cioccolata!

E ricordatevi che state creando un precedente. Se riuscite a rinunciare allo sgarro, ridendoci sopra, ci riuscirete anche domani e dopodomani. Potrebbe diventare quel rimedio definitivo, senza troppi sforzi e senza spese.
Vedrai che un giorno cambierà!

E verrà il giorno.

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Il Popolo in sovrappeso, così come il Popolo fumatore, è sempre all’erta, in attesa di notizie sulla grande scoperta che lo porterà finalmente a smettere di essere fuori forma o di dipendere dal fumo.

E’ nei sogni più intimi, nelle più segrete ambizioni, nei progetti più arditi: quel giorno in cui ci si sentirà liberi definitivamente, senza colpe e senza sacrifici. Come nell’Apocalisse di Giovanni, il fatidico giorno in cui riceveremo la Rivelazione.

Ok, ma se è proprio questo che ci serve, non potremmo fabbricarcelo su misura questo benedetto giorno?

Sì: fate le cose in grande, come se steste organizzando un evento mitico. Come lo volete fare? Beh è ovvio che, al cospetto degli Dei della Dieta, come minimo dovrà esserci un po’ di sacralità. Ok. E delle promesse? Certamente! Un etto di simbologia, un pizzico di mistero, un pugno di convinzione, una manciata di aspettative e un chilo e mezzo di impegno.

Scegliete con calma una data interessante, lontana da tutte le feste conosciute: un numero simpatico, un giorno della settimana affascinante. Datevi tempo, quello che basta a organizzare una cerimonia, dai vestiti ai portafortuna e cominciate i preparativi.

Prendete tutte le informazioni che vi servono. Cercate dei testi sulla nutrizione o sull’esercizio fisico, ripescate le vecchie esperienze, valutate un corso online, un’iscrizione in palestra, una puntatina al parco più vicino o a una sala da ballo, create una playlist di video con esercizi fattibili, e, soprattutto fate tutti i compiti a casa consigliati dagli Dei della Dieta.

Allo stesso tempo immaginate il vostro giorno speciale, il giorno in cui inizierete a fare sul serio.
Sarà un giorno di ferie? Vi concederete quella passeggiata lungofiume? Andrete al mare, al museo, al parco, a ballare, in bicicletta, in canoa? E poi? Scriverete una lettera agli Dei della Dieta, spiegando i vostri obbiettivi, brucerete dell’incenso, indosserete un braccialetto speciale?
Gustatevi l’attesa, preparate tutto con calma, siate maniacali.
E non dimentcate di portare con voi il quadernino della Dea lista, per appuntare ogni nuova sensazione.

Prendete spunto dal Dio Raccoglimento. Sedetevi con calma, respirate a fondo, rilassatevi a partire dalla fronte, scendete giù rilasciando i muscoli del viso, poi del collo, spalle, braccia, addome… fino alla punta dei piedi.

Ad occhi chiusi cominciate a parlare col vostro stomaco: dategli un nomignolo.

Ehi Stoc. Cosa ti va di mangiare oggi?

Uhm, forse ieri sera ti ho stressato, stupidamente ho bevuto troppo vino e ho dormito malissimo.

Quindi che facciamo?

Ho un’idea. Metterò a tavola i bicchieri belli e verserò giusto tre dita di vino nel calice alto, poi berrò soprattutto acqua dall’altro bicchiere e sorseggerò il vino a piccoli sorsi tra un boccone e una chiacchiera.

Immaginare il lusso non costa nulla e gratifica molto.

Anche nel mangiare staremo leggeri oggi. Giusto Stoc?

Pollo al forno e carciofi potrebbero andare, taglierò una sola fetta di pane e poi farò come se fosse una cena regale, centellinando ogni boccone, sorridendo e conversando, come se il cibo fosse l’ultimo dei miei pensieri.

E vorrei che diventasse un’abitudine!

Ho studiato. Ci sono dei metodi per far perdere al cibo lo spazio mentale che occupa oggi.

Per prima cosa bisogna rallentare e gustare con calma ogni boccone, cominciamo masticando ogni boccone 24 volte, poi facciamo spesso delle pause per bere o chiacchierare e sfidare il cibo a chi si stanca prima. Scommettiamo che vinco io e ti lascio nel piatto?

Creare un precedente vincente.

precedente vincente

Ok, abbiamo capito: se non riuscite a perdere peso è perché commettete sempre gli stessi errori. Per creare una svolta, dunque, non basta scegliere una nuova dieta, ci vuole proprio un’altra testa.

E il metodo vincente può essere quello di educare voi stessi coi fatti, anziché con le parole. Quindi, se uno dei problemi era proprio quello di resistere alle tentazioni, c’è un piccolo trucco per imparare a farlo.

E’ un altro dono delle Dea Previsione. Consiste nel creare un precedente, da richiamare alla mente in aiuto, quando serve.

Ovviamente il precedente deve essere vincente.

Possiamo farlo alla prossima cena fuori in cui siate invitati. Preferibilmente dovrà essere una cena al ristorante, per non sentirvi intimoriti dal dover rifiutare pietanze offerte dagli amici, che vi invitano a casa loro.

Dunque, ecco il rito.

Un’ora prima di uscire, aggiungiete ai preparativi un piccola meditazione, con l’aiuto del Dio Raccoglimento. In un luogo calmo e silenzioso, dove potete essere soli, seduti, socchiudete gli occhi della testa e aprite quelli della mente.

Immaginatevi al ristorante, anche se non conoscete il posto, visualizzatevi seduti a tavola, con piatti, posate, bicchieri, i volti degli amici che vi aspettano… Bene, ora immaginate il menù.
No… i fritti proprio non li volete. Provate ad assaporare una fresca insalatina o delle ottime verdure grigliate… Mhh, che buone. Birra? No grazie, vi gonfia. Un bicchiere di vino sì. Lo terrete proprio davanti a noi, sorseggiandolo lentissimamente, per farlo arrivare fino al termine della serata. E poi? un piatto leggero, magari un pesce al forno o ciò che vi sembra più semplice e leggero.

Occhio a farlo bene, ne va del vostro orgoglio! Alla cena farete proprio tutto quello che avete pre-visto! E questo esercizio sarà una pietra miliare, un precedente da richiamare alla mente con orgoglio, che farà la differenza quando rischierete di cadere in tentazione!

Il rito si può ripetere pre-vedendo qualsiasi altro evento pericoloso per la nostra dieta. Il rinfresco di natale dell’ufficio, l’inaugurazione della mostra con buffet, la festa dei bambini ecc.

Pre-vedere è meglio che sgarrare! 😉

Non ho fame. [Preghiera]

no fame

Da ripetere a voce alta, anche provando diverse interpretazioni, almeno una volta al giorno, scegliendo fra quelle annotate qui sotto le preferite.
La ripetizione serve a convincere la propria parte inconscia a fare proprie queste affermazioni. 

Non ho fame.

No, proprio non mi va nulla.

Ho un calo dell’appetito.

Nah… sento lo stomaco già pieno.

Basta, non mi entra più neanche uno spillo.

Adesso non mi va di mangiare.

Non vedo nulla che mi stuzzichi.

Non ho appetito.

Ho già mangiato.

Magari solo un caffè.

Grazie, solo un bel bicchiere d’acqua fresca.

Forse più tardi.

Sto bene così.

Non mi piace.

Ho già fatto colazione.

Ho appena fatto merenda.

No, grazie mille. Comunque no, grazie.

Il rito del desiderio

Non si ottiene nulla, se prima non lo si desidera.

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Desiderare può diventare la più fervente delle preghiere e dovrà essere la più costante.

C’è un solo modo per far avverare i propri desideri e succede attraverso uno strano esercizio: crederci.

Chiedete aiuto per questo rito al Dio Desiderio, alla Dea Previsione e al Dio Raccoglimento.

Ormai sapete tutto su come siete ora e su quanto vorreste dimagrire, conoscete decine di diete dimagranti, avete imparato i più efficaci esercizi fisici, avete assunto i più fantasiosi integratori, avete sempre sperato che fosse l’ultima e definitiva volta in cui avreste raggiunto un peso forma ideale e amen, pace, basta, stop per sempre.

Però vi è mancato quell’ultimo passo. Assaggiare quel desiderio così tanto forte da farvi scoppiare.

Quand’è stata l’ultima volta che avete desiderato intensamente qualcosa? Conoscere meglio da quel moretto della terza B? Mettere via abbastanza soldi per quel viaggio fantastico con gli amici? Invitare Samanta a cena fuori? Arrivare primi nel campionato di calcetto a squadre? Vincere il concorso di cucina? Entrare nella banda del paese? Conquistare un aumento sulla paga? Comprare una macchina nuova? Andare a vivere da soli?

E riuscire nell’impresa avrà avuto il suo prezzo. Sarà costato impegno, cura, dedizione, strategia, esercizio, determinazione… Ma non ve ne siete neanche accorti.

C’era quel fuoco dentro, che vi spingeva a dare il massimo per raggiungere la meta. E c’era sempre la meta alla fine dei vostri pensieri, era la vostra consolazione, un chiodo fisso, vi faceva stare bene anche solo immaginarne la riuscita, il trionfo, la felicità del successo!

Se tornate con la mente a quelle sensazioni, appuntatevi cosa sentite dentro, quali gesti vi vengono spontanei.

Sicuramente vi scappa un gran sorriso. Magari chiudete un po’ i pugni e respirate più profondamente. Cos’altro? Strizzate un po’ gli occhi? Stringete anche le labbra, o le mordicchiate? Appoggiate il mento sul pugno chiuso e vi sentite soddisfatti? Scegliete uno o più gesti.

La religione è fatta di atti di fede. Gli Dei della Dieta vi chiedono di credere non solo nella loro esistenza, ma nelle pratiche che stanno per insegnarvi. Nulla di male potrà succedervi, ma l’evitare di seguire i riti non porterà alcun beneficio.

RITO DEL DESIDERIO. ISTRUZIONI.

Questo rito richiede una pratica quasi quotidiana. E’ consentito scegliere il proprio momento ideale ed è consigliato mantenere più o meno lo stesso orario ogni giorno, per rendere più facile lo stabilirsi di un’abitudine. Sono necessari pochi minuti e col tempo si impara a diventare più veloci, anche se il rito è così piacevole che indugiare non può che fare bene.

Può essere la sera a letto, prima di dormire. O appena svegli, mentre aspettate che esca il caffè. Oppure appena arrivati in ufficio, quando non c’è ancora nessuno.

Parte 1. Invocate il Dio Desiderio e mettetevi comodamente seduti. E’ utile chiudere gli occhi e rilassarsi, quindi allontanare tutti i pensieri. Respirate più forte e immaginate voi stessi in un futuro molto vicino, fra tre/sei mesi. Eh sì: ce l’avete fatta! Avete perso diversi chili e siete nel camerino di un negozio a provare un paio di pantaloni di una taglia più piccola.
E’ fantastico, si allacciano perfettamente e non stringono da nessuna parte. Specchiatevi. Anche di profilo. La pancia non c’è più!

Che meraviglia!

Parte 2. Fate il gesto magico che avete scelto. Sorridete e alzate il pollice destro, oppure mettete le mani sui fianchi e sogghignate soddisfatti, sfregate le mani fra loro e stringete le labbra, fate il gesto del boxeur che combatte… Basta che sia un gesto che vi appartenga e vi rammenti immediatamente il sapore del successo.

Cambiate spesso il copione della parte 1.

Potete immaginarvi i commenti dei colleghi. Oppure i complimenti dei familiari. O magari l’invidia di chi vi aveva sempre scoraggiato.

Qualsiasi cosa, ma esercitatevi a provare quel desiderio di successo, sentitelo bruciare dentro. Assaggiate la felicità, insegnate alla vostra parte inconscia che è lì che volete arrivare. Che guardarvi più snelli nello specchio, ricevere i complimenti per avercela fatta, indossare capi più eleganti, veder scendere l’ago della bilancia, vi regala più felicità di un dessert goloso dopo un ricco pranzo!

Il momento più bello

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Il momento più bello è un film del 1957. Marcello Mastroianni interpreta un giovane medico impegnato a diffondere il parto indolore senza farmaci.

Laura l’ha visto in TV diversi anni dopo, quando era un’adolescente, e c’è una scena che non può dimenticare.

Ad un gruppo di giovani puerpere Mastroianni spiega le sue teorie. “Tornate indietro con la mente a quando eravate fidanzate. Può essere capitato che abbiate aspettato il vostro lui all’angolo di una strada, in un freddo pomeriggio invernale. Ricordate come eravate infreddolite? Vi stringevate addosso il cappotto e battevate i piedi in terra. Poi, all’improvviso arrivava il vostro fidanzato ad abbracciarvi e allora il freddo non lo sentivate più. Ma non era il freddo ad essere sparito, semplicemente la vostra mente l’aveva sostituito con sensazioni più piacevoli.”

E’ così che funziona. Il training autogeno che viene insegnato alle future mamme per affrontare il parto, serve a educare la mente a non vivere il dolore, tramite respirazione controllata e pensieri rilassanti e monotoni.

Laura ora conosce bene i dolori del parto e si ricorda di come allentava la sensazione di dolore delle doglie, fissando il soffitto a quadri della sala parto ed entrando in una sorta di trance. Ma se con la mente si diventa capaci di sconfiggere addirittura il dolore del parto, quanto grande può essere questo potere?

Sarà possibile, si chiede Laura, usare la mente per sconfiggere i comportamenti sbagliati, ma radicati nel tempo, che servono solo a farci del male?

Come venire a patti con la propria mente?
Come insegnarle a cambiare le abitudini dannose, traendone solo benefici? E’ un lavoro impegnativo, soprattutto all’inizio, poi diventa quasi naturale e prima si comincia, meglio è.

E’ il rito del desiderio e richiede molta costanza.

Il rito della bilancia. Lo sguardo oltre la siepe.

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Ogni religione ha i suoi riti: servono per confermare la fede, per rinnovare determinate promesse, per rinfrescare i concetti di base.

Anche gli Dei della Dieta, dunque, impongono ai loro fedeli qualche piccolo rito, per la riuscita del proprio obiettivo: la sacra salute e la santa forma fisica.

Benvenuti al rito della Bilancia, dedicato alla dea Previsione, da ripetere due o tre volte a settimana.

Di primo mattino, poco dopo la sveglia e alcuni basilari funzioni fisiche, vi metterete sulla bilancia, più svestiti possibile, per misurare al meglio il risultato di tanti sforzi e…

E non importa quale sarà il peso misurato, quello resterà in mente solo pochi istanti, giusto per capire se la strada è quella giusta o se è ora di fare qualche revisione delle entrate e uscite energetiche.

Il vero rito inizia ora: scenderete da quella bilancia, magari potrste fare un paio di respiri profondi e poi, sorridendo con gusto, risalirte su quella bilancia, ma stavolta vi appoggerete con la mano al mobiletto accanto (se non avete mobiletti accanto: spostate la bilancia). L’appoggio potrà essere più o meno leggero, ma l’importante è quel numeretto che andrete a leggere ora sulla bilancia! Wow! Saranno da due a cinque chili in meno di prima!

Caspita che effetto, non spunta un sorriso? Ma neanche mezz’ora di meditazione sull’obiettivo dimagrimento, potrà regalarvi questa sensazione così netta. Beh, tenetela in mente. Puntateci lo sguardo su quel numeretto, perché presto ci arriverete senza appoggio.
E’ quello sguardo oltre la siepe, certi di riuscire a superarla, che cambierà le cose, col secondo paio di occhi che vi ha regalato la dea Previsione.

Richard Bandler disse: “Se pensate di farcela, oppure no, avrete comunque ragione”. 

Dunque pensate di farcela a raggiungere quel peso, decidete di arrivarci, scommettieteci sopra e non dimenticate di ringraziare la Dea Previsione per questo rito, che le dedicherete con fervore.