Muti e non se ne parli più!

Capita spesso che malumori, incomprensioni, ingiustizie, lutti, rimorsi e dispiaceri vari, rovinino le nostre giornate.
La cosa può diventare ancora più spiacevole, quando le ferite ricevute si cronicizzano e continuano a pesare come macigni sulla nostra esistenza.

Si può rimanere per anni a rimuginarci sopra, spesso senza uscirne, e tutto questo dolore aggrava il nostro modo di vivere la vita.
Facile, dunque, cercare di scappare dai dispiaceri, cercando quello che talvolta resta l’unico piacere: il cibo e i suoi numerosi contenuti aggiuntivi come: consolazione, rivincita, felicità, gioia, trasgressione, entusiasmo, brama.

Va da sé però, che continuando a riempirci di piacere, non stiamo rispettando come si deve il nostro corpo, che dovrà faticare parecchio per portarci in giro a lungo.

Occorre puntare verso una strada nuova!

Liberiamoci dai macigni che ci stanno schiacciando e cerchiamo la leggerezza dell’anima per riconciliarci con la bellezza della vita. Da oggi in poi, ogni volta che ci sentiamo tristi, rimuginando sui nostri dolori, facciamo qualcosa di utile:

Rivolgiamoci al Dio Premio perché ci conceda il dono della serenità e dichiariamo ad alta voce un bel:

NON SE NE PARLI PIU’.

Ovviamente ognuno potrà scegliere la propria frase motivante, l’importante è che funzioni da STOP IMMEDIATO ai propri ragionamenti autodeprimenti.

Liberare la mente dai ragionamenti contorti e dolorosi è un primo passo per aprire uno spiraglio alla felicità. Una persona felice si gode meglio la vita ed è a più agio in tutti i campi, senza mai strafare. Cominciate pian piano e vi renderete conto man mano che senza pensieri cattivi è tutto più semplice e gradevole. Ricordatevi che è tutto nella vostra testa: aprite la mente!

3 giorni paradossali

Come detto nell’articolo precedente, le diete fanno male, perché le viviamo come imposizioni decretate da altri e quindi, dopo poco tempo, viene voglia di trasgredire e ci si ritrova al punto di partenza, se non peggio.

Come si può cambiare questa situazione? La dieta paradossale cancella la percezione dell’imposizione altrui e ci rende invece capaci di scegliere da soli ciò che ci piace mangiare. Ovviamente, volendo perdere peso, si dovranno anche rispettare alcune regole. In questo caso il limite è solo orario: tutto ciò che si mangia deve essere fruito esclusivamente a colazione (mezz’ora/40 minuti?), pranzo (1 ora?) e a cena (1 ora?).
E’ vietato mangiare negli altri orari della giornata.

Ora avete 3 giorni per imparare a gestire il vostro rapporto col cibo.

Giorno 1. La pianificazione. (invocando il Dio Desiderio che aiuta l’immaginazione)
Di prima mattina (o anche la sera precedente) pianificate tutto quello che volete mangiare nei 3 pasti. Esagerate con l’immaginazione: figuratevi i piatti completi, assaporate mentalmente gusti e profumi. Visualizzatevi a tavola mentre mangiate con calma e godete di ogni boccone.

Giorno 2. La quantità. (invocando la Dea Previsione che induce a cambiare atteggiamento sul cibo)
Quanto si può mangiare? Per un po’ si dovrà fare qualche esperimento, per capire quanto tempo passa prima che la fame si faccia risentire. Se a colazione mangiate un toast e avete di nuovo fame dopo 2 ore, sarà meglio, il giorno dopo, aggiungere anche una banana, uno yogurt o una merendina.

Giorno 3. La Fame. (invocando il Dio Raccoglimento che invita ai pensieri positivi.)
Fate amicizia con il vostro senso della fame. E’ forse la cosa più importante che dovete imparare.
Capire quando dire basta, equivale a mangiare solo quando si ha davvero fame.
E una volta appreso questo, significa che sarete per sempre capaci di regolare i vostri pasti, mangiando il giusto e concedendovi ogni tanto qualche golosità, senza fare troppi danni alla vostra forma.

Le diete fanno male.

Lo dimostra la foto qui sopra che per molti rappresenta un sogno proibito. Eppure non è vietato cibarsene, nemmeno se siete fortemente in sovrappeso. Tutto sta nel trovarne adeguati limiti.

Limiti che possono essere di porzione, riducendone la quantità, di tempo, quando si riducono gli orari in cui si può mangiare, di qualità, se si punta a cibarsi di solo cibo di alta qualità.

Esaminiamo questi limiti per capire quale sarà la vostra scelta.

Chi limita le porzioni deve badare esclusivamente a servirsi una porzione più piccola, senza ridurne selettivamente solo i grassi, solo gli zuccheri o solo i cibi ricchi di colesterolo.
Quanto più piccola, dovrà essere deciso sperimentando. Provate a mangiare metà di quanto avreste voluto. Se vi accorgete di avere ancora fame aumentate di un ulteriore 10%, fino a quando non avrete di nuovo fame.

Un utile trucco è quello di iniziare il pasto con una insalata fresca e ben condita e poi procedere con il piatto forte, mantenendo un ritmo piuttosto lento.
Alzatevi poi subito da tavola e testate la vostra fame: quando vorrete mangiare di nuovo? subito? dopo due ore? dopo 4 ore? Cercate di capire quanto dura la vostra sazietà e se serve correggete il tiro.

Oggi molti preferiscono limitare la finestra di tempo in cui si può mangiare. Lo chiamano digiuno intermittente. Ci sono regole precise, studiate su misura, possibilmente con l’aiuto di un medico esperto, per individuare gli orari del digiuno in cui vanno evitate anche eventuali calorie nascoste nelle bevande, mentre negli altri orari si può mangiare con moderazione. Il più gettonato è il tipo di digiuno a intervalli: 16 ore di digiuno seguite da una finestra di otto ore per consumare i pasti. Si può decidere quindi se si preferisce fare a meno della colazione o della cena, Alcuni arrivano addirittura a cibarsi una sola volta al giorno. 

Una scelta da gourmet, infine, è quella della Dieta Paradossale, del Dottor Giorgio Nardone.
Il funzionamento di questa dieta sta proprio nell’evitare di sentirsi a dieta, individuata come maggiore causa del ritorno al sovrappeso.
Per questo la persona sceglie liberamente i suoi pasti e non si sente a dieta, mentre punta sull’alta qualità degli alimenti scelti: se si desidera un primo piatto si sceglieranno con cura i migliori condimenti, che siano frutti di mare o tartufi bianchi; se si desidera un secondo piatto si opterà per il taglio di carne migliore o i formaggi più ricercati oppure i migliori cibi bio; ovviamente per mantenere questo stile di vita, più dispendioso, sarà opportuno tagliare le quantità, a tutto vantaggio della linea e del gusto.

Ulteriore ed essenziale compito, consiste nell’invocare la Dea Previsione e immaginare, la sera prima o la mattina del giorno stesso, cosa si desidera davvero mangiare nell’arco della giornata, figurandosi i piatti finiti, scegliendo con cura anche cosa bere e quanto, in quale bicchiere, con quali posate, immaginando sapori e profumi, per poi mettere tutto in pratica dal vero.

Attenzione a non sottovalutare il consiglio della Dea Previsione, potrà sembrare un esercizio superfluo, ma ha la sua importanza nell’educare la mente a desiderare proprio ciò che si intende mangiare; come effetto collaterale (visto che si è già gustato il pasto con l’immaginazione) l’appetito potrebbe essere più modesto.

Per aiutare l’immaginazione ci viene in soccorso la Dea Lista.
Con lei potrete imparare il magico potere delle liste. Si sa che la fretta è nemica del giusto peso, perché ci spinge a ingoiare di tutto senza riflettere. Invece, avere sottomano un elenco di liste ci può aiutare a scegliere con calma ed evitare le abbuffate occasionali.

Naturalmente dovrete essere voi stessi a compilare le vostre liste ragionate, secondo le vostre esigenze e i vostri gusti. E non si parla di solo cibo. Probabilmente le liste vi aiuteranno a pianificare anche altri aspetti della vostra vita. Guardate qui.

Unica regola: fare tre pasti al giorno e non mangiare mai fuori pasto. Quindi in un certo senso anche questa comporta una limitazione di tempo, ma con orari più tradizionali, che non sconvolgono più di tanto la routine giornaliera.

Se si trasgredisce però, per esempio mangiando un cioccolatino di pomeriggio, secondo la regola del professor Nardone, si dovrà mangiarne altri 9, se si mangia un pezzo di pizza se ne dovranno mangiare altri 9.
E questo diventerà un auto-limite mentale, visto che difficilmente qualcuno potrebbe avere voglia di mangiare 10 porzioni di seguito dello stesso alimento, specialmente fuori pasto.

La resa

resa

Nasciamo tutti normopeso, ci alimentiamo per necessità e con naturalezza. Poi qualcosa si guasta: il cibo comincia ad essere una sorta di rimborso per i torti subìti, una panacea che tutto lenisce, poi un’abitudine irrinunciabile, una resa incondizionata ad un meccanismo trascinante, che conduce a un circolo vizioso dove sovralimentarsi è sia la causa che l’effetto del sovrappeso e dell’obesità.

Eppure basterebbe ribaltare la prospettiva. Invece di arrendervi alla voglia golosa e famelica fino all’ultimo boccone, dovreste arrendervi alla bellezza tranquilla della regolarità.

In fondo “resa” è una bellissima parola. Perché contiene in sé il significato di restituzione. Restituzione alla vita, alla dignità, alla tranquillità, al benessere, alla pace interiore col proprio corpo.

Per comprendere la resa, però, tocca sottostare alle sue regole.

Tornate ai primi giorni di scuola elementare.
Durissima, dopo la festosità dell’asilo, piegarvi all’idea di restare seduti, rispondere alle domande, fare i compiti a casa, tenere in ordine l’astuccio, colorare senza uscire dalle righe… Poi, quando cominciate a fare del vostro meglio, raccogliendo buoni voti e complimenti, spunta quel bel sorriso della soddisfazione. Vi date da fare, ci riuscite, imparate nuove cose, siete fieri di voi!

Non succede di colpo. La prima regola è la gradualità. Si comincia con poco: un regime alimentare più sano, una passeggiata ogni giorno più lunga e spedita, porzioni più ridotte, l’aiuto di un nutrizionista bravo e sensibile che vi insegni a mangiare.
(Magari liberandovi di vecchi pregiudizi: iniziando a fare colazioni salate, diffidando degli zuccheri e includendo i grassi buoni.)

Piano piano si devono lasciare le redini, cominciare a fidarsi, scivolare nella routine alimentare tranquillamente, smettere di lottare contro se stessi. Arrendendosi docilmente.

Nessuno vi impedirà di festeggiare un compleanno, mangiare un gelato o uscire a cena con gli amici. Semplicemente ne godrete e poi tornerete alla lieta routine. 
E prima di accorgervi che vi stiate limitando, vi sentirete più leggeri e felici.

Dedicate questo proponimento alla Dea Rimedia, che è la Dea del risanamento dopo una caduta.

Convintamente

scudo

Nella vita ci facciamo guidare da diverse convinzioni e le usiamo come uno scudo, senza accorgerci che a volte sono limitanti o che ormai sono superate di fatto, da nuovi comportamenti o nuove opinioni.

Può capitare di essere convinti che la dieta ci renda tristi e insofferenti, che le verdure siano noiose, che il piatto di pasta debba essere abbondante, che le scale a piedi siano una tortura o che alla domenica sia irresistibile la voglia di abbuffarsi di pasticcini.

La prima cosa da fare allora è smentirsi.

Per prima cosa individuate le convinzioni che non sono più utili, fatene una lista (magari invocando proprio la Dea Lista) e poi smentitele una alla volta.

Per esempio eravate convinti che non vi piacessero i carciofi e invece ora avete cambiato il modo di cucinarli e li trovate buoni e pure piuttosto sazianti, quindi utilissimi quando si vuole restare leggeri.

Ecco, questo è un processo interessante: sostituire una convinzione superata con una più utile. A volte è una cosa che va da sé, non ci si fa neanche caso. Però riuscendo a capire il meccanismo, si potrebbe ripetere anche per quelle convinzioni che non si sanno abbandonare.

Sarebbe fantastico creare un interruttore che spenga le vecchie convinzioni e ne accenda di nuove e migliori, in un lampo.
In effetti ci vuole un po’ di tempo a crearlo, ma poi funziona!

  1. Scegliete la convinzione da sfatare, es: La dieta ci rende tristi.
  2. Ecco che interviene la Dea Lista con un appunto: La dieta regala grosse soddisfazioni!
  3. Visualizzate! Immaginate di alzarvi da tavola sazi il giusto e senza il bisogno di prendervi un dolcetto qualche minuto dopo.
    Come resistere? Visualizzatevi, come suggerisce la dea Previsione, sulla bilancia la mattina dopo mentre scopriamo di aver finalmente buttato giù mezzo chilo! Ahhh… Restiamo ancora lì. Gongoliamo. Allarghiamo il sorriso. Gustiamoci il momento: che soddisfazione! Cerchiamo di fissare la sensazione nella mente, agganciamoci un gesto. Il pollice in sù? Due dita a forma di V di vittoria o di OK?
  4. Metttelo in pratica non appena vi avvicinate alla scatola dei biscotti al cioccolato: sorridete, pensate alla soddisfazione che proverete domani, e fate il gesto convenuto.
    Anche quello dell’ombrello andrebbe benissimo!

W le vacanze!

calma

Sovralimentarsi è un lavoro duro. E’ stressante e usurante, mette a dura prova l’intero sistema digerente, danneggia il sistema circolatorio, mina le articolazioni, disturba il sonno, riduce il respiro, fa muovere con affanno e affatica tutte le attività quotidiane.

Smettere non è un sacrificio: è una vacanza!

Come tutte le vacanze inizia con un viaggio, ma poi è nel soggiorno che si scoprono i vantaggi: lo svago, la leggerezza dei pensieri, la scioltezza nei movimenti, la soddisfazione nel ritornare in forma, la facilità nel vestire, la comodità ritrovata, la vitalità riscoperta nei muscoli, quel sorriso nuovo davanti allo specchio, l’apprezzamento, la sicurezza in sé stessi, l’autostima…

Perché aspettare?

Liste. Un nuovo mattino.

alba

Come avete visto, le liste vi aiutano a mantenere le promesse e ci rivelano qualcosa in più sulle nostre stesse credenze e preferenze.

Un nuovo approccio con la Dea Lista, potrebbe illuminare le nostre scelte: l’idea è di categorizzare le liste in modo diverso.

Nella lista “Una volta al giorno”, troveranno posto non solo gli alimenti, ma anche i momenti piacevoli, le occasioni di movimento, le soddisfazioni, le pre-visioni ecc.

Ne parliamo con Marena, esaminando la sua lista speciale quotidiana: “giorni feriali”.

Marena è una che si sveglia all’alba e corre per tutto il giorno fra un’incombenza e l’altra, finché alla sera si rilassa e si prende le sue ricompense a tavola.  Ha già provato a dimagrire diverse volte e ha sempre ripreso i chili persi. A volte i suoi successi li ha avuti: è riuscita a perdere ben 10 chili lo scorso anno e ne ha ripresi solo un paio a natale.

Oggi inizia nuovamente, col progetto di perderne altri 10, nonostante si senta “stanca di essere a dieta”, per questo ha voglia di provare qualcosa di nuovo, sfruttando la potenza delle liste, creandone una davvero particolare. Vediamola.

Una volta al giorno.

  1. di prima mattina, un caffè, un bacio ai miei affetti e un grande sorriso;
  2. mentre preparo la colazione per tutti, respiro profondamente, con le finestre aperte, per attivare il metabolismo;
  3. Assumo carboidrati integrali, una fetta di pane tostata con prosciutto crudo o ricotta o dei cereali nello yogurt bianco + 1 frutto; mi aiuto con qualche integratore di minerali e vitamine.
  4. preparazione del pranzo al sacco per l’ufficio, compresi gli spuntini, e sempre con l’insalata per iniziare il pranzo, secondo piano alimentare già rodato.
  5. in bagno, mentre mi lavo, faccio gli esercizi per il seno: mani giunte, all’altezza delle spalle, le spingo una contro l’altra ritmicamente, contraendo il seno, per 100 volte;
  6. scale a piedi a scendere e salire!
  7. in ufficio colgo ogni occasione per alzarmi dalla sedia andando a parlare coi colleghi, invece di sentirli per telefono;
  8. pranzo sempre in compagnia chiacchierando, così rallento e mi sento più sazia;
  9. faccio la spesa a stomaco pieno, seguendo la lista, così da non cadere in tentazione;
  10. appena finito di cenare, vado a lavarmi i denti, poi sparecchio e faccio spazio ai miei hobby, che mi rilassano più degli stravizi.
  11. prima di addormentarmi chiudo gli occhi, mi rilasso e, anche solo per 5 minuti,  per rafforzare la mia voglia di cambiamento, mi rivolgo alla Dea Previsione, scendo nelle Grotte Marantee e provo a immaginarmi alla fine del mio percorso, più snella, più libera e piena di soddisfazioni.

Marena ha fatto un ottimo lavoro. La quasi totale assenza di cibi nella sua lista, dimostra come si possa ridimensionare il problema, pensandoci sempre meno, diminuendo così persino lo spazio mentale riservato all’alimentazione, in favore di abitudini più utili e appaganti come l’esercizio fisico, gli hobby e le passioni.

Nel punto 11, poi, troviamo un esercizio mentale, del quale torneremo presto a parlare, perché può davvero fare la differenza.

Leggerezza

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Non abbiamo tutti la motivazione di Enea che, scappando dalla guerra, portava sulle spalle il vecchio padre Anchise.

E, in verità, non ci fa neanche bene caricarci di un peso così gravoso.

Il peso che vi portate addosso è già di per se limitante. Condiziona le vostre scelte di movimento, peggiora il rapporto con la vostra immagine, aumenta il rischio di malattie, vi rende poco felici.

Dovreste guardare alla leggerezza come meta rilassante e beatificante, sia in termini di chili di troppo, sia per l’alleggerimento dei vostri pensieri.

Purtroppo, però, quando iniziate un regime dimagrante, aggiungete un ulteriore peso, inteso come compito impegnativo e poco divertente, ai vostri giorni.

Cos’è che va cambiato? Eccovi qui, appena usciti dallo studio del dietologo o della nutrizionista, a lambiccarvi con la lista della spesa, la palestra, il piano alimentare, i portapranzo in cui ficcare gli spuntini, lo sbucciamele, le tisane, gli eventuali integratori da assumere…

Che fatica. Arrivate a sentirvi stressati come di fronte a una montagna da dover scalare per forza. E ci provate, eh! Ce la mettiete tutta.
Ma la vita di prima è sempre in agguato, con le sue vecchie abitudini controproducenti. Dunque, prima di tutto, affrontate le cose con leggerezza.

Chi ha detto che dobbiamo cambiare la nostra vita radicalmente in 24 ore?

Perché funzioni, dovete assicurarvi di cambiare le vostre abitudini, gradualmente, lentamente e definitivamente.
Per far sì che vi venga naturale assumere un comportamento moderato verso il cibo, entusiasta per il movimento e leggero nell’animo.

Studiate il piano alimentare… Vi preoccupa il fatto di dover mangiare solo due fette biscottate a colazione? Benissimo. Cominciate mangiandone 4, ma lentamente, lentamente, masticando benissimo, assaporando tutto il gusto, con le dovute pause per sorseggiare la bevanda e con animo allegro e propositivo.

Non si può pretendere che lo stomaco si restringa immediatamente. Ma se passate gradualmente dalle 4 fette, alle 3 e poi alle 2, sarà più facile.
Stabilite un tempo preciso, fatene un obiettivo, disegniate una tabella, usate delle bandierine, costruite dei segnali visivi che vi rammentino l’impresa.

Scommettete con voi stessi che scenderete a 2 fette biscottate, come a 70 grammi di pasta o a qualunque altra cosa punti il vostro piano alimentare, in una o due settimane. Fissate un premio per la riuscita. I biglietti per uno spettacolo, un nuovo acquisto, una gita, qualcosa che non c’entri nulla col cibo. Perché avete già smesso con l’abitudine di usare il cibo come ricompensa!

Occorre agire.

occorre agire

Sì, certo che occorre.

E infatti da domani io comincerò a correre mezz’ora al giorno. E poi voglio mangiare più frutta e verdura. E poco pane. E niente dolci! E neanche vino, birra… Carbonara addio!

Quanto durerà?

Forse fino alla telefonata di Gigi, che vi invita a mangiare una pizza in compagnia.

Dal giorno successivo, sob, addio buoni propositi.

Ma allora come si fa? Come si iniziano le buone abitudini? Forse mancate di volontà?

No. Assolutamente no.

La Dea Previsione conosce alcuni trucchetti niente male…

Vi è mai successo di saltare un pasto, perché magari avevate di meglio
da fare?
Come Lucrezia e Lucia che, prima di andare al corso di danza orientale, fanno una cenetta leggera e quando tornano a casa sono talmente soddisfatte che non hanno più fame. Proprio come Ciro quando va a giocare a calcetto; Franco e Laura che si sbrigano ad alzarsi da tavola per godersi il loro nuovo Home Video; Massimiliano che corre a portare fuori il cane; Cristina che non vede l’ora di finire il suo top all’uncinetto…

Insomma ci sono tante altre cose che regalano più soddisfazione del riempirsi lo stomaco fino all’eccesso.

Ecco che ritorna utile il quadernetto della Dea Lista.

Alla ricerca della determinazione gioiosa, che è quella che si prova quando si realizzano i progetti desiderati, fate una bella lista delle cose che ci piacciono, da usare come alternativa alle abbuffate golose…

Quindi, con una bella invocazione alla Dea Previsione, cominciate a sognare.

Raccontami o Dea del mio futuro radioso,
di come avrò piacere di mangiare solo il giusto,
per poi trovare il mio godimento
in attività più proficue e divertenti. 

E immaginiatevi dunque intenti in tutti altri piaceri. Gustiatevi la scena di quando concludete la cena, sparecchiate la tavola e tiriate fuori pennelli e colori per dipingere, oppure fili da ricamo, carte da gioco, consolle per videogiochi, cappello e cappotto per uscire, la scatola col puzzle da finire…

L’immaginazione può indirizzarvi nelle scelte, meglio della volontà.
Più immaginate più ci avvicinate all’idea di chi vogliamo diventare.

Vedrai, vedrai, vedrai che cambierà.

pamph

Da piccoli eravate perfetti: mangiavate per fame e smettevate per sazietà. Non avevate alcun bisogno  di stramangiare, così come oggi non avete bisogno di…

Di…?

Cosa ci potrebbe essere proprio di nessuna utilità?

Fuori la fantasia! Chiedete aiuto alla Dea Previsione, che vi fa vedere con gli occhi dell’immaginazione.

Non avete bisogno di farfalle ossigenate, per esempio! Non vi serve neanche un libro elettrico, un treno all’idrogeno, una sfinge romantica, una sedia di burro, un ventaglio stonato…

Quell’ultimo boccone dopo cena, la “scarpetta”, quel pezzo di formaggio in più, quel cioccolatino, quel biscotto, quel bicchierino di grappa, proprio non vi serve.

Come una farfalla ossigenata o una bicicletta con gli occhiali.

Scegliete l’immagine dell’inutilità, quella che vi fa più ridere, cominciate a ricostruirla in mente, arricchendola di particolari ridicoli.

E stasera, dopo cena, invece di allungare le mani sulla scatola dei biscotti, sovrapponeteci l’immagine buffa e inutile.
Ridete e sentititevi più forti. Pare che un sorriso scateni le stesse sensazioni piacevoli di un cubetto ci cioccolata!

E ricordatevi che state creando un precedente. Se riuscite a rinunciare allo sgarro, ridendoci sopra, ci riuscirete anche domani e dopodomani. Potrebbe diventare quel rimedio definitivo, senza troppi sforzi e senza spese.
Vedrai che un giorno cambierà!