Le diete fanno male.

Lo dimostra la foto qui sopra che per molti rappresenta un sogno proibito. Eppure non è vietato cibarsene, nemmeno se siete fortemente in sovrappeso. Tutto sta nel trovarne adeguati limiti.

Limiti che possono essere di porzione, riducendone la quantità, di tempo, quando si riducono gli orari in cui si può mangiare, di qualità, se si punta a cibarsi di solo cibo di alta qualità.

Esaminiamo questi limiti per capire quale sarà la vostra scelta.

Chi limita le porzioni deve badare esclusivamente a servirsi una porzione più piccola, senza ridurne selettivamente solo i grassi, solo gli zuccheri o solo i cibi ricchi di colesterolo.
Quanto più piccola, dovrà essere deciso sperimentando. Provate a mangiare metà di quanto avreste voluto. Se vi accorgete di avere ancora fame aumentate di un ulteriore 10%, fino a quando non avrete di nuovo fame.

Un utile trucco è quello di iniziare il pasto con una insalata fresca e ben condita e poi procedere con il piatto forte, mantenendo un ritmo piuttosto lento.
Alzatevi poi subito da tavola e testate la vostra fame: quando vorrete mangiare di nuovo? subito? dopo due ore? dopo 4 ore? Cercate di capire quanto dura la vostra sazietà e se serve correggete il tiro.

Oggi molti preferiscono limitare la finestra di tempo in cui si può mangiare. Lo chiamano digiuno intermittente. Ci sono regole precise, studiate su misura, possibilmente con l’aiuto di un medico esperto, per individuare gli orari del digiuno in cui vanno evitate anche eventuali calorie nascoste nelle bevande, mentre negli altri orari si può mangiare con moderazione. Il più gettonato è il tipo di digiuno a intervalli: 16 ore di digiuno seguite da una finestra di otto ore per consumare i pasti. Si può decidere quindi se si preferisce fare a meno della colazione o della cena, Alcuni arrivano addirittura a cibarsi una sola volta al giorno. 

Una scelta da gourmet, infine, è quella della Dieta Paradossale, del Dottor Giorgio Nardone.
Il funzionamento di questa dieta sta proprio nell’evitare di sentirsi a dieta, individuata come maggiore causa del ritorno al sovrappeso.
Per questo la persona sceglie liberamente i suoi pasti e non si sente a dieta, mentre punta sull’alta qualità degli alimenti scelti: se si desidera un primo piatto si sceglieranno con cura i migliori condimenti, che siano frutti di mare o tartufi bianchi; se si desidera un secondo piatto si opterà per il taglio di carne migliore o i formaggi più ricercati oppure i migliori cibi bio; ovviamente per mantenere questo stile di vita, più dispendioso, sarà opportuno tagliare le quantità, a tutto vantaggio della linea e del gusto.

Ulteriore ed essenziale compito, consiste nell’invocare la Dea Previsione e immaginare, la sera prima o la mattina del giorno stesso, cosa si desidera davvero mangiare nell’arco della giornata, figurandosi i piatti finiti, scegliendo con cura anche cosa bere e quanto, in quale bicchiere, con quali posate, immaginando sapori e profumi, per poi mettere tutto in pratica dal vero.

Attenzione a non sottovalutare il consiglio della Dea Previsione, potrà sembrare un esercizio superfluo, ma ha la sua importanza nell’educare la mente a desiderare proprio ciò che si intende mangiare; come effetto collaterale (visto che si è già gustato il pasto con l’immaginazione) l’appetito potrebbe essere più modesto.

Per aiutare l’immaginazione ci viene in soccorso la Dea Lista.
Con lei potrete imparare il magico potere delle liste. Si sa che la fretta è nemica del giusto peso, perché ci spinge a ingoiare di tutto senza riflettere. Invece, avere sottomano un elenco di liste ci può aiutare a scegliere con calma ed evitare le abbuffate occasionali.

Naturalmente dovrete essere voi stessi a compilare le vostre liste ragionate, secondo le vostre esigenze e i vostri gusti. E non si parla di solo cibo. Probabilmente le liste vi aiuteranno a pianificare anche altri aspetti della vostra vita. Guardate qui.

Unica regola: fare tre pasti al giorno e non mangiare mai fuori pasto. Quindi in un certo senso anche questa comporta una limitazione di tempo, ma con orari più tradizionali, che non sconvolgono più di tanto la routine giornaliera.

Se si trasgredisce però, per esempio mangiando un cioccolatino di pomeriggio, secondo la regola del professor Nardone, si dovrà mangiarne altri 9, se si mangia un pezzo di pizza se ne dovranno mangiare altri 9.
E questo diventerà un auto-limite mentale, visto che difficilmente qualcuno potrebbe avere voglia di mangiare 10 porzioni di seguito dello stesso alimento, specialmente fuori pasto.

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