Come i bambini

Facciamo un gioco. Torniamo bambini.
Sapete come fanno i bimbi: quando sono intenti nei loro giochi, non pensano ad altro. A volte bisogna penare per farli venire a tavola e molti genitori non sono contenti finché i loro pargoletti non lasciano il piatto finalmente vuoto.

Ecco. Se siete genitori non fate questo errore.
E’ proprio qui che a volte si innesca il meccanismo del mangiare sempre tutto ciò che si ha davanti. Così, per fare un piacere alla mamma, si prende la cattiva abitudine di non ascoltare il proprio senso di sazietà.

E adesso? Come si torna indietro nel tempo?
Bisogna ricominciare da capo. Interpretate i bambini che non siete stati: cominciate col mangiare poco e svogliatamente, distraetevi spesso come se foste bambini (avete tutti gli smartphone, non dovrebbe essere difficile).
Fate molte pause, annoiatevi del cibo, conversate, ridacchiate, fate di tutto per tirarla per le lunghe e, soprattutto, non lasciate mai il piatto vuoto.

C’è un esercizio mentale che si può fare.
Invocate la Dea Previsione e lasciatevi portare sulle ali della fantasia.
E immaginate, per esempio, di mangiare tantissimo.

Lo so che sembra difficile all’inizio, ma visualizzare o immaginare è una cosa alla portata di tutti, pensate a come vi sentite spaventati guardando un film dell’orrore o commossi quando nella vostra serie tv preferita i due personaggi principali si sposano.
E’ solo finzione eppure riesce a scatenare le vostre emozioni.
E’ una possibilità da sfruttare per convincere la mente che ciò che immagina può diventare reale. E sarà utile in tante altre occasioni.

Per cominciare si può fare lo stesso esercizio di immaginazione scrivendo.

Torniamo all’esempio precedente, in un quadernino o sul vostro blog, provate a descrivere per iscritto un pasto mega abbondante, al limite del nauseante.

Ricordo quando l’ho fatto io, ho immaginato (e poi scritto) una cena normale, dove…

…inizio a mangiare un po’ di pasta, poi però vado a controllare l’abbacchio che si sta finendo di cuocere in forno e nel frattempo imbocco il bambino,
ma lui non ne vuole più, quindi mi attacco alla sua pappa: minestrone passato, farina lattea, olio e parmigiano… mhh che buona, la finisco io la tua pappa e poi…
Anche la ragazzina ha lasciato qualcosa nel piatto, ma siamo matti?
Lo mangio io! E poi arriva in tavola l’abbacchio con le patate, è piuttosto abbondante ma io mangio tutta la mia metà, oh che buone le patate al forno croccantine. Burp. Ma senza vino non me lo gusto, ho giusto una bottiglia di morellino, che bello. Mhhh è rimasto ancora un po’ di vino, ma allora taglio un po’ di formaggio… E adesso? Ci vorrebbe un bel dolcetto, magari la saker che è in frigo, oh che bontà! C’è ancora un po’ di panna spray? Non ci starebbe bene un amaretto, adesso?

Ecco, non so a voi, ma dopo questo esercizio m’è venuta la nausea.
Può essere di spunto per cambiare abitudini. Per esempio smettere di attingere dai piatti degli altri commensali, lasciare sempre qualcosa nel piatto, finire il pasto senza andare in cerca di qualcos’altro, controllare il senso di sazietà e quando si è pieni non si mangia più.