Il rito del desiderio

Non si ottiene nulla, se prima non lo si desidera.

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Desiderare può diventare la più fervente delle preghiere e dovrà essere la più costante.

C’è un solo modo per far avverare i propri desideri e succede attraverso uno strano esercizio: crederci.

Chiedete aiuto per questo rito al Dio Desiderio, alla Dea Previsione e al Dio Raccoglimento.

Ormai sapete tutto su come siete ora e su quanto vorreste dimagrire, conoscete decine di diete dimagranti, avete imparato i più efficaci esercizi fisici, avete assunto i più fantasiosi integratori, avete sempre sperato che fosse l’ultima e definitiva volta in cui avreste raggiunto un peso forma ideale e amen, pace, basta, stop per sempre.

Però vi è mancato quell’ultimo passo. Assaggiare quel desiderio così tanto forte da farvi scoppiare.

Quand’è stata l’ultima volta che avete desiderato intensamente qualcosa? Conoscere meglio da quel moretto della terza B? Mettere via abbastanza soldi per quel viaggio fantastico con gli amici? Invitare Samanta a cena fuori? Arrivare primi nel campionato di calcetto a squadre? Vincere il concorso di cucina? Entrare nella banda del paese? Conquistare un aumento sulla paga? Comprare una macchina nuova? Andare a vivere da soli?

E riuscire nell’impresa avrà avuto il suo prezzo. Sarà costato impegno, cura, dedizione, strategia, esercizio, determinazione… Ma non ve ne siete neanche accorti.

C’era quel fuoco dentro, che vi spingeva a dare il massimo per raggiungere la meta. E c’era sempre la meta alla fine dei vostri pensieri, era la vostra consolazione, un chiodo fisso, vi faceva stare bene anche solo immaginarne la riuscita, il trionfo, la felicità del successo!

Se tornate con la mente a quelle sensazioni, appuntatevi cosa sentite dentro, quali gesti vi vengono spontanei.

Sicuramente vi scappa un gran sorriso. Magari chiudete un po’ i pugni e respirate più profondamente. Cos’altro? Strizzate un po’ gli occhi? Stringete anche le labbra, o le mordicchiate? Appoggiate il mento sul pugno chiuso e vi sentite soddisfatti? Scegliete uno o più gesti.

La religione è fatta di atti di fede. Gli Dei della Dieta vi chiedono di credere non solo nella loro esistenza, ma nelle pratiche che stanno per insegnarvi. Nulla di male potrà succedervi, ma l’evitare di seguire i riti non porterà alcun beneficio.

RITO DEL DESIDERIO. ISTRUZIONI.

Questo rito richiede una pratica quasi quotidiana. E’ consentito scegliere il proprio momento ideale ed è consigliato mantenere più o meno lo stesso orario ogni giorno, per rendere più facile lo stabilirsi di un’abitudine. Sono necessari pochi minuti e col tempo si impara a diventare più veloci, anche se il rito è così piacevole che indugiare non può che fare bene.

Può essere la sera a letto, prima di dormire. O appena svegli, mentre aspettate che esca il caffè. Oppure appena arrivati in ufficio, quando non c’è ancora nessuno.

Parte 1. Invocate il Dio Desiderio e mettetevi comodamente seduti. E’ utile chiudere gli occhi e rilassarsi, quindi allontanare tutti i pensieri. Respirate più forte e immaginate voi stessi in un futuro molto vicino, fra tre/sei mesi. Eh sì: ce l’avete fatta! Avete perso diversi chili e siete nel camerino di un negozio a provare un paio di pantaloni di una taglia più piccola.
E’ fantastico, si allacciano perfettamente e non stringono da nessuna parte. Specchiatevi. Anche di profilo. La pancia non c’è più!

Che meraviglia!

Parte 2. Fate il gesto magico che avete scelto. Sorridete e alzate il pollice destro, oppure mettete le mani sui fianchi e sogghignate soddisfatti, sfregate le mani fra loro e stringete le labbra, fate il gesto del boxeur che combatte… Basta che sia un gesto che vi appartenga e vi rammenti immediatamente il sapore del successo.

Cambiate spesso il copione della parte 1.

Potete immaginarvi i commenti dei colleghi. Oppure i complimenti dei familiari. O magari l’invidia di chi vi aveva sempre scoraggiato.

Qualsiasi cosa, ma esercitatevi a provare quel desiderio di successo, sentitelo bruciare dentro. Assaggiate la felicità, insegnate alla vostra parte inconscia che è lì che volete arrivare. Che guardarvi più snelli nello specchio, ricevere i complimenti per avercela fatta, indossare capi più eleganti, veder scendere l’ago della bilancia, vi regala più felicità di un dessert goloso dopo un ricco pranzo!

Il momento più bello

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Il momento più bello è un film del 1957. Marcello Mastroianni interpreta un giovane medico impegnato a diffondere il parto indolore senza farmaci.

Laura l’ha visto in TV diversi anni dopo, quando era un’adolescente, e c’è una scena che non può dimenticare.

Ad un gruppo di giovani puerpere Mastroianni spiega le sue teorie. “Tornate indietro con la mente a quando eravate fidanzate. Può essere capitato che abbiate aspettato il vostro lui all’angolo di una strada, in un freddo pomeriggio invernale. Ricordate come eravate infreddolite? Vi stringevate addosso il cappotto e battevate i piedi in terra. Poi, all’improvviso arrivava il vostro fidanzato ad abbracciarvi e allora il freddo non lo sentivate più. Ma non era il freddo ad essere sparito, semplicemente la vostra mente l’aveva sostituito con sensazioni più piacevoli.”

E’ così che funziona. Il training autogeno che viene insegnato alle future mamme per affrontare il parto, serve a educare la mente a non vivere il dolore, tramite respirazione controllata e pensieri rilassanti e monotoni.

Laura ora conosce bene i dolori del parto e si ricorda di come allentava la sensazione di dolore delle doglie, fissando il soffitto a quadri della sala parto ed entrando in una sorta di trance. Ma se con la mente si diventa capaci di sconfiggere addirittura il dolore del parto, quanto grande può essere questo potere?

Sarà possibile, si chiede Laura, usare la mente per sconfiggere i comportamenti sbagliati, ma radicati nel tempo, che servono solo a farci del male?

Come venire a patti con la propria mente?
Come insegnarle a cambiare le abitudini dannose, traendone solo benefici? E’ un lavoro impegnativo, soprattutto all’inizio, poi diventa quasi naturale e prima si comincia, meglio è.

E’ il rito del desiderio e richiede molta costanza.